Teramo: licenziamento bis per la vigilessa difesa da Renzo Di Sabatino

Una complessa vicenda quella che vede protagonista Anna Capponi, agente della Polizia Municipale di Teramo, passata da accusatrice ad accusata e difesa dal presidente della Provincia Di Sabatino.

Il tutto inizia oltre 4 anni fa quando la donna sporge denuncia per violenza sessuale e mobbing, indicando nel comandante Franco Zaina e in due sottoufficiali i responsabili, quest’ultimi accusati solo di mobbing. A seguito di accurate indagini il Pm ha disposto l’archiviazione non avendo riscontrato elementi per dar seguito al procedimento. Da qui la contro denuncia per  calunnia sfociata, questa sì, in una condanna in primo grado a 16 mesi di reclusione. In automatico é partito anche il provvedimento disciplinare a suo carico che ha portato al licenziamento della donna nel 2014. Un provvedimento contestato dalla Capponi che ha chiesto ed ottenuto, nel novembre dello stesso anno, la reintegra perché secondo i giudici il licenziamento, allo stato dei fatti, risultava illegittimo e ritorsivo. Intanto sul piano penale il procedimento é andato avanti fino al definitivo dispositivo della Corte di Cassazione che ha confermato la parziale condanna per la vigilessa teramana, da qui é scattata una seconda azione disciplinare per la donna che nel frattempo era stata trasferita all’ufficio di gabinetto del sindaco. Sul licenziamento bis, il suo avvocato, nonché presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino, annuncia un ulteriore ricorso ritenendo che questo secondo provvedimento fa riferimento a fatti per i quali il giudice del lavoro aveva già disposto la reintegra.

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