Pescara: dal Comune lo sPaz al MiBe, monta la polemica

Lo sPaz Pescara, Masci: “La scuola ha priorità assoluta”. E’ polemica per lo “sfratto” del centro aggregativo giovanile a favore del MiBe. Di Iacovo: “La ghigliottina si abbatte sulle attività dei nostri più giovani cittadini.

“Se una scuola ci richiede strutture perché ha necessità di spazi il Comune deve attivarsi. Rispetto a tutte le valide iniziative la scuola ha una priorità assoluta. Giocoforza se dobbiamo fare delle scelte siamo abituati a farle”. Così il sindaco di Pescara, Carlo Masci, in merito alle polemiche riguardanti il centro aggregativo ‘Lo Spaz’ che, per decisione del Comune, dovrà abbandonare la sede di via Del Circuito per concedere quegli spazi al liceo Mibe. “Possiamo mettere a disposizione degli spazi finché essi non servono per attività istituzionali o didattiche – dice il primo cittadino – Ben vengano le iniziative dei ragazzi, ma la scuola è la scuola. Lo Spaz si misura con tutte le altre associazioni, ma non con la scuola. In ogni caso vedremo: non è detto che non vi siano altri spazi o che non vi ragioneremo”, conclude Masci.

Sulla vicenda erano infatti intervenuti i consiglieri comunali Marinella Sclocco e Giovanni Di Iacovo, secondo cui “l’attuale amministrazione Masci invece che impegnarsi a costruire idee nuove per la città, si limita a ostacolare, bloccare o boicottare quelle già poste in essere dalla scorsa amministrazione, ed oggi la loro pigra ghigliottina si abbatte sulle attività dei nostri più giovani cittadini”. “Nella commissione Commissione Vigilanza presieduta da Piero Giampietro e Giovanni Di Iacovo – aggiungono – tutto è emerso con chiarezza: il MiBe non ha mai voluto sfrattare i ragazzi dello sPaz, è solo questa Giunta che lo vuole”. Secondo Sclocco e Di Iacovo l’amministrazione rischia di creare “uno scontro tra ragazzi, tra scuola e vita sociale e associativa che di fatto nella nostra città non esiste assolutamente, anzi: tra il MiBe e i ragazzi dello Spaz ci sono state sempre tantissime sintonie”.

Il collegamento con il Tg8

Intanto sulla Pagina Facebook dello sPaz si legge quanto segue: 

“C’è l’intenzione dell’amministrazione comunale di destinare l’intera struttura dell’ex scuola di Villa Fabio, che al piano terra ospita Lo sPaz, all’indirizzo Liceo Musicale del Misticoni-Bellisario. Abbiamo visto esposto in tutte le edicole cittadine un titolo fuorviante: “Il Liceo Artistico sfratta Lo sPaz”. A voler mettere in contrapposizione due esigenze vitali della città non è, infatti, il MiBe, ma soltanto l’attuale amministrazione comunale.

La necessità del MiBe di trovare spazi idonei per il Liceo Musicale ci è nota da tempo, perché tanti sono i docenti, studenti ed ex studenti del Liceo Artistico che trovano nel centro di aggregazione giovanile, sin dalla sua apertura, un luogo di espressione e di formazione strettamente legato anche agli ambiti di crescita portati avanti dalla scuola.
Proprio gli studenti del Liceo Musicale, allo sPaz, sono attivi nel consolidamento di una sala prove, e tante sono le collaborazioni, formali e informali, sviluppate anche con i docenti negli anni. È da loro che abbiamo ricevuto le prime dimostrazioni di solidarietà, ed è con loro che lotteremo affinché il Liceo Musicale abbia la migliore sede possibile, e Lo sPaz possa continuare a essere un riferimento anche per l’espressione e la cultura artistica e giovanile in città.

Come Associazione sPaz, dopo la scadenza dell’ultimo progetto di riferimento per il centro di aggregazione giovanile e mesi di affidamento in regime di proroga, il 17 giugno abbiamo partecipato a un bando per l’assegnazione quinquennale dei locali al piano terra dell’ex scuola di Villa Fabio. Bando rispetto al quale, dopo quattro mesi dalla chiusura, non siamo riusciti ad avere alcuna notizia. Ci aspettavamo di ricevere chiarimenti in occasione della Commissione di Controllo e Garanzia convocata mercoledì scorso in Comune sul tema, ma dirigente e caposervizio competenti non si sono presentati, rendendone impossibile lo svolgimento. Riconvocata per stamattina, la commissione ha fatto emergere un’evidente confusione dell’attuale amministrazione rispetto ai motivi per cui intende annullare o revocare il bando. Non si comprende se questa scelta sia motivata dall’esigenza di nuovi spazi per il MiBe, oppure dalla contestazione di un criterio del bando, che permetteva la partecipazione soltanto ad associazioni esistenti da almeno tre anni. Entrambi i temi sono stati sollevati in modo confusionario. Nel primo caso, non si capisce perché il bisogno di spazi da parte del MiBe sia in concorrenza con la permanenza di un centro di aggregazione giovanile nel luogo in cui è nato, si è sviluppato per più di due anni, e ha intessuto relazioni profonde con il quartiere, riqualificando una struttura specificamente per questa vocazione.

Nel caso in cui invece il problema risiedesse nel voler rifare un bando per un centro di aggregazione giovanile in un’altra struttura, senza richiedere che le associazioni partecipanti esistano da almeno tre anni, non si sa di quale struttura parliamo, e la nuova dirigente nominata da quest’amministrazione ha rilevato che il criterio dei tre anni minimi richiesti nel bando precedente non è stringente, e in quanto tale non può giustificarne l’annullamento. Al di là del balletto di dichiarazioni, è evidente un nodo politico: l’attuale amministrazione vuole estinguere l’unico centro di aggregazione giovanile della città, un luogo in cui centinaia bambine e bambini, ragazze e ragazzi, giovani, adulti e anziani ogni giorno trovano uno spazio d’espressione e di crescita, l’unica sala studio aperta anche in orari serali, nei weekend e durante le feste, una programmazione di corsi, laboratori e attività a costi abbattuti per venire incontro alle fasce economicamente svantaggiate, un presidio di vita e un riferimento per il quartiere, con le decine di iniziative che in questi anni non avrebbero potuto realizzarsi senza un luogo come lo sPaz.

In attesa di chiarimenti da parte dell’amministrazione, rimaniamo solidali con la comunità del MiBe e continuiamo a costruire iniziative dal basso per dare respiro ad una città che non vuole farsi deserto, ma costruire utopie concrete e coltivare passioni, farle durare e dargli spazio”.

E sulla vicenda si susseguono vari commenti: 

Per l’ex consigliera comunale Daniela Santroni “la necessità legittima del Liceo Mibe di avere spazi adeguati per la propria scuola e i propri studenti, non credo che contempli la chiusura del primo centro di aggregazione giovanile comunale della città di Pescara, né la modifica del Dup. Molti studenti ed ex studenti del Mibe – dice – quel posto lo hanno pensato, voluto, allestito e lo frequentano e animano quotidianamente”.

Il consigliere comunale Mirko Frattarelli afferma che “il Comune di Pescara vuole demolire l’unico centro di aggregazione giovanile comunale gestito dai ragazzi pescaresi. Non c’è motivo vero per sfrattare il primo centro di aggregazione giovanile comunale della città – dice – L’amministrazione comunale non governa, ma cerca di distruggere quanto di buono è stato fatto dalla precedente giunta. In un momento storico in cui sono sempre di meno i luoghi di aggregazione e svago, di studio e di ricreazione collettiva, un ente pubblico avrebbe il dovere di moltiplicare questi spazi. Ci opporremo con tutte le nostre forze”.

“Innanzitutto vogliamo sapere quando sia stata inoltrata e a chi la richiesta da parte della dirigente scolastica in questione, in quanto ci risulta che nessuna comunicazione ufficiale in tal senso sia mai pervenuta al Comune,” – commenta la capogruppo M5S Erika Alessandrini – e poi vorremmo che il centrodestra ci spiegasse per quale motivo l’amministrazione comunale si esponga così apertamente nello stravolgere la natura di una struttura che, ormai da anni, risulta destinata a centro di aggregazione giovanile. Il dato politico rispetto a questa volontà del centro-destra è che gli spazi comunali che sono stati finora utilizzati per l’associazionismo e per il lavoro sul territorio da parte dei giovani pescaresi, vengono dirottati senza alcuna vera motivazione contingente di pubblico interesse verso una destinazione completamente diversa e peraltro non di competenza comunale ma, trattandosi di una scuola superiore, della Provincia”, prosegue il Consigliere M5S Paolo Sola. “E il tutto nelle more di un bando pubblicato il 24 maggio scorso e che l’attuale amministrazione sembra non voler concludere, sollevando non meglio identificate cause di “inidoneità” dello stesso, stando anche a quanto dichiarato dal dirigente competente”. Sono stati numerosi i dubbi sollevati dal Movimento 5 Stelle in commissione. Tra questi quello riguardante lo stato di conservazione della ex sede di Villa Fabio che al momento non sembra affatto adeguato ad ospitare un polo scolastico, con l’ulteriore interrogativo su chi debba accollarsi i necessari lavori di adeguamento della struttura alle esigenze del liceo artistico. Dubbi anche circa i passaggi del procedimento amministrativo che, dal bando dello scorso maggio, hanno portato fino alla revisione del Documento Unico di Programmazione. «La dirigente Di Nino ha ammesso oggi di non aver partecipato alla stesura del DUP su questo specifico tema in quanto assente e visto che l’assessore Martelli, con deleghe al patrimonio e alle politiche giovanili, proprio nei giorni scorsi in commissione, sosteneva di non essere l’assessore competente in materia, ci chiediamo chi abbia redatto il documento. Ci troviamo davanti ad un testo che ieri è arrivato in giunta senza che sia stato scritto né dall’assessore, né dal dirigente competente. Chi lo ha redatto quindi?”, aggiunge la capogruppo M5S Erika Alessandrini.

“Tutto questo porta a pensare che ci si trovi ancora una volta di fronte alle ripicche della solita vecchia politica, in cui l’amministrazione che arriva lavora per disfare ciò che ha fatto l’amministrazione precedente, in uno squallido gioco tra le parti in cui a rimetterci sono solo le associazioni che hanno lavorato sul territorio e che vedono svanire il lavoro di anni al cambio di colore del Palazzo. Non vorremmo mai che certe scelte che riguardano i giovani della nostra città, possano dipendere da giochi politici o da piccole vendette partitiche”, aggiunge il Consigliere M5S Paolo Sola.

“Per il Movimento 5 Stelle piuttosto che promuovere una guerra tra giovani, mettendo in contrapposizione i ragazzi del liceo artistico con quelli dello Spaz, l’amministrazione dovrebbe lavorare perché i centri di aggregazione, in questo caso giovanili, siano aumentati e non chiusi. E a questo scopo potrebbero essere dedicati anche gli immobili confiscati alla malavita, che dalla prossima settimana diventeranno patrimonio del nostro Comune. Diamo spazi ai giovani e non alle ripicche politiche”, concludono i consiglieri M5S Erika Alessandrini e Paolo Sola.