Pedaggi A/24 e A/25: sindaci in rivolta

Decine di fasce tricolore, megafono in mano e sguardi fieri. Sono i sindaci amministratori dei Comuni toccati dagli aumenti dei pedaggi autostradali dell’A24 e dell’A25, gestita da Strada dei Parchi, dall’Aquila a Teramo, dall’Alta Valle dell’Aterno alla Valle Peligna, dalla Marsica al Lazio.

Settanta primi cittadini in trincea, che questa mattina hanno occupato il casello autostradale di L’Aquila Ovest, per dire al Governo di annullare i rincari con decorrenza dal primo gennaio. Tra le proposte più forti quella del sindaco di Cervara di Roma, Giovanni Mitelli, che ha proposto dimissioni di massa dei sindaci oltre all’occupazione dei caselli autostradali, protesta che, secondo lui, non basta più.

Dopo la manifestazione di protesta a Vicovaro della settimana scorsa e quella di questa mattina all’Aquila, è previsto un nuovo sit-in anche al casello di Castel Madama. Ribadita anche l’idea di un ritorno della gestione autostradale in seno allo Stato, abbandonando la scelta definita “scellerata” dai rappresentanti istituzionali e politici presenti (parlamentari, assessori, consiglieri regionali, sindacalisti) di passare a una gestione privata. Tra i sindaci anche le rappresentanti di alcune associazioni di malati oncologici e di persone con malattie croniche che sono costretti per le loro cure a viaggiare quotidianamente: oltre alla malattia, anche la beffa di vedere aumentare i costi dei viaggio verso di cura.

La senatrice Stefania Pezzopane, intervenuta questa mattina al presidio promosso dai Sindaci di Abruzzo e Lazio, ha detto “ Partecipo a questo presidio ed alle altre iniziative che organizzeremo perché questa è una battaglia giusta. Da fare  per vincerla. Tre anni fa vincemmo con una analoga mobilitazione ed il governo blocco i rincari. Ora il tar ed il consiglio di stato hanno dato ragione a Società dei Parchi. Ma temiamo che ci stiano usando per fare pressioni sul governo per una eventuale proroga della concessione che scade nel 2030. Non vogliamo ricatti. I rincari sono esagerati ed onerosi, vanno bloccati. Sarà il prossimo governo a decidere invece la partita più grande, quella sulla convenzione. Ed io auspico una rivoluzione culturale. La privatizzazione non sta portando vantaggi ai cittadini. Dovrà essere rivista la convenzione, troppo onerosa, squilibrata, senza tetti limiti per gli aumenti. In questi anni ho promosso incontri, interrogazioni, ottenuto risorse per non far ricadere sulla tariffa anche le manutenzioni straordinarie post sisma. Continuerò a farlo. Importante l’unità della battaglia ed il ruolo dei sindaci. Lunedì 15 c’è un incontro importante tra Del Rio ed il gestore. Premiamo perché sia concreto e positivo. Pronti anche Ada altre forme di iniziativa e mobilitazione istituzionale, usando ogni prerogativa parlamentare e politica ”

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