Palmoli, migranti in strada contro gli “spiriti” del terremoto

Palmoli, una trentina di migranti sono scesi in strada questa Mattina contro gli “spiriti maligni del terremoto”. Secondo quanto si è appreso gli extracomunitari ospiti di un centro di accoglienza nell’Ex Convento sacra famiglia, sarebbero stati fomentati da alcuni serbi presenti nella struttura.

Strada di accesso bloccata questa mattina per due ore a Palmoli dai migranti di nazionalità nigeriana e serba accolti nella struttura dell’ex convento e situazione tornata alla normalità solo dopo l’intervento dei carabinieri. Quando è stata riportata la calma tra i sessanta ospiti della struttura gestita dal Consorzio Matrix (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e Centro di accoglienza straordinaria), si è scoperto che la ragione scatenante della clamorosa protesta sia stata quella esoterica per la paura degli spiriti della numerosa comunità africana, che aleggerebbero nell’ex luogo di culto attiguo alla chiesa di Santa Maria del Carmine e dove per diversi secoli, e fino a quasi tutto l’800, fu meta di pietà popolare e anche luogo di sepoltura. “Da dieci giorni in quel convento ci sono tredici serbi, composti da tre nuclei familiari, che protestano perché sono stati privati del loro passaporto dalla Questura di Trieste, da dove provengono – tiene a dire il sindaco Giuseppe Masciulli – e quindi non hanno la possibilità di spostarsi liberamente”. Il sindaco avrebbe appurato come per questa ragione “la protesta sia stata sobillata dai serbi giocando sul fatto che la comunità nigeriana, composta da nuclei familiari, donne e bambini, sia facilmente influenzabile e vittima di superstizioni”. In pratica i serbi avrebbero cercato su internet e poi diffuso notizie storiche del convento e dell’annessa chiesa dove venivano seppelliti i defunti. “I nigeriani non vogliono rientrare nella struttura e i serbi vogliono il passaporto. Una situazione ingestibile tanto che ho chiesto al prefetto di spostare i serbi in un’altra località” aggiunge il sindaco. “Un aspetto che voglio mettere in evidenza è la gravità di quanto accaduto oltre che dal fatto che l’unica strada d’accesso al paese è stata liberata dopo aver atteso l’arrivo dei carabinieri per oltre un’ora. La ragione? Ieri gran parte dei militari delle stazioni vicine a Palmoli erano stati impegnati negli arresti per droga e nella serata dei fuochi di San Rocco a Vasto. Per un’ora e mezza siamo stati in balia dei serbi e dei nigeriani per questa occupazione folkoristica e ridicola”

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