Mercato etnico Pescara, il Centrodestra si mobilita contro il cantiere

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I rappresentanti del Centrodestra pescarese con alcuni esponenti delle associazioni dei commercianti hanno manifestato stamani a Pescara contro la realizzazione del mercato etnico. Il cantiere, secondo quanto disposto dall’amministrazione comunale, doveva aprire oggi, lunedì 10 settembre. Ma sino a tarda mattinata nessun operaio era al lavoro.

Sul posto nessun operaio ma soltanto i rappresentanti delle forze politiche cittadine di centrodestra che hanno esposto uno striscione con su scritto. “Mercatino: non è etnico , e’ illegale. No a 250 mila euro dei Pescaresi”. I rappresentanti del centrodestra hanno ribadito ancora una volta che la delibera approvata dal sindaco Alessandrini per la ricostituzione di un mercatino etnico allestito nel tunnel della stazione ferroviaria, rappresenta una vera e propria bomba sociale pronta ad esplodere in breve tempo. Negli spazi angusti e bui si tornerà a vendere merce taroccata illegale oltre probabilmente a spacciare sostanze stupefacenti è stato ribadito. Alla manifestazione presenti tra gli altri, il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Lorenzo Sospiri, il capogruppo comunale di Fratelli d’Italia, Guerino Testa ed il consigliere comunale della Lega, Vincenzo D’Incecco. Nel ricordare che negli anni passati con tanti sforzi era stato smantellato il mercato abusivo sorto nei pressi della stazione ferroviaria, i rappresentanti politici e delle associazioni dei commercianti hanno ribadito che i pescaresi non vogliono un mercato riservato esclusivamente agli extracomunitari. Sarebbe stato più logico e corretto consentire ai commercianti extracomunitari vendere i loro oggetti nei tanti mercati rionali presenti in città. Tutti hanno bollato come immorale che l’amministrazione comunale abbia destinato 250 mila euro per un mercato che sarà riservato esclusivamente a cittadini extracomunitari, a fronte delle decine di emergenze di una città che sta vedendo la sua economia colare a picco, con decine di attività storiche e regolari costrette a chiudere non riuscendo più a far fronte alle tasse, a partire da quelle comunali come quella sui rifiuti, appena aumentata, e l’occupazione del suolo pubblico.

Il servizio del Tg8

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