Legge Urbanistica, le critiche del Sindacato

La Cgil, con la condivisione di Cisl e Uil, esprime forti critiche sulla proposta di legge Urbanistica in discussione domani, martedì 7 Agosto in Consiglio Regionale.

Sono tre in particolare gli aspetti critici  di maggior rilievo sottolineati stamani dal Segretario Regionale della Cgil, Sandro Del Fattore, nel corso di una conferenza stampa. Presenti Carmine Ranieri e Silvio Amicucci. Critiche sono state espresse sui principi alla base della legge. Secondo il sindacato una legge sul governo del territorio che viene portata in approvazione a dieci anni da una crisi economica che ha cambiato molte cose deve poter esprimere una proposta per uscire dal declino regionale. Il territorio abruzzese, è stato detto ancora, è a forte rischio sismico  e di dissesto idrogeologico. Per legge i comuni hanno l’obbligo di definire la microzonazione sismica. tale aspetto secondo i sindacati, proprio per l’importanza che riveste, va inserita tra gli obiettivi della legge. La Cgil in un documento, ha presentato alcune proposte emendative aggiuntive sulla sicurezza, la valorizzazione degli usi agricoli ed il consolidamento della produzione industriale e terziaria. Proposte che ad oggi non sono state ancora accolte. Esiste un aptrimonio edilizio superiore alle richieste del mercato, è stato fatto notare infine, andrebbe recuperato e riqualificato prima di procedere al consumo di altro territorio. Si continua a costruire molto e male ha aggiunto infine il segretario regionale Sandro Del Fattore.

Sulla stessa linea le associazioni ambientaliste le quali in una nota esprimono che:

Questa mattina la seconda Commissione consiliare della Regione Abruzzo, quella che si occupa di territorio, ambiente e infrastrutture, ha in calendario alcune audizioni sul progetto di legge n. 492/2018 “Legge Regionale sul Governo, la tutela e l’uso del territorio” di iniziativa del consigliere regionale Donato Di Matteo. Si suppone che si tratti dello stesso disegno di legge “Norme in materia di governo, tutela e uso del territorio” che venne approvato, su iniziativa dell’allora assessore Di Matteo, dalla Giunta della Regione Abruzzo lo scorso 15 dicembre. Si suppone, ma le associazioni non hanno certezze in tal senso, poiché alle audizioni odierne sono stati chiamati soltanto i rappresentanti di INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), ANCI (l’associazione dei comuni) e CGIL. Sicuramente dovranno esserci altre audizioni, a fronte di un testo che, come la Regione stessa annunciò dopo l’approvazione in Giunta di dicembre, “modifica ampiamente la precedente legge urbanistica 18/1983”. Le associazioni invieranno a breve ai consiglieri regionali tutti una prima nota sulle criticità del disegno di legge chiedendo un reale e preliminare confronto democratico. La discussione in aula non è stata calendarizzata e, con l’attuale consiglio regionale ormai a fine legislatura, è impossibile che, seguendo un iter corretto, la proposta possa arrivare al voto definitivo in tempo utile. La normativa regionale del resto prevede la concertazione e l’ascolto dei portatori di interesse. WWF, Italia Nostra e Legambiente, al pari delle altre associazioni ambientaliste e di tutela del territorio, si aspettano di essere convocati per poter esprimere la propria opinione. In casi come questi la qualità del progetto e la sua condivisione contano assai più della fretta. Ma questo la Regione Abruzzo lo sa bene, visto che ha tuttora in sospeso il Piano paesaggistico regionale, strumento di enorme rilievo per la gestione del territorio, obbligatorio dal gennaio 2004 e fermo da allora alle fasi preliminari.

IL SERVIZIO DEL TG8:

 

Urbanistica e Governo del territorio, ritirato progetto Di Matteo. La soddisfazione dell’Inu

La sezione Abruzzo e Molise dell’Istituto Nazionale di Urbanistica esprime soddisfazione per la decisione di ritirare il progetto di legge sul “governo, la tutela e l’uso del territorio”, che porta la firma del consigliere, già assessore, Donato Di Matteo, che era in procinto di essere discusso dal Consiglio regionale.

L’Inu, in una nota ritiene che il provvedimento  “avrebbe ridotto pericolosamente il ruolo della pianificazione nell’attività di governo del territorio e al contempo avrebbe dilatato il campo di operatività dell’Istituto dell’Accordo sia tra soggetti pubblici che tra questi e i privati.

Nel quadro che ne sarebbe conseguito, l’interesse pubblico sarebbe risultato fortemente indebolito visto che in uno scenario di dialogo alla pari tra operatori pubblici e operatori privati, senza un quadro di riferimenti e tutele normative, il pubblico generalmente sarebbe risultato soccombente.  La qualità delle città e del territorio non può essere l’esito di accordi ma di una attività di progettazione volta a tradurre in spazio pubblico i nuovi diritti di cittadinanza dei quali nel progetto di legge non si fa cenno alcuno:  tra questi l’accessibilità, la permeabilità, la sicurezza, la qualità ambientale.

Nel dettaglio l’approvazione del progetto di legge regionale avrebbe aperto infatti una stagione di notevoli incertezze per gli operatori e in particolare per le amministrazioni comunali che sarebbero state pressate da richieste di incentivi e facilitazioni che il provvedimento avrebbe distribuito generosamente agli immobiliaristi senza alcun riferimento certo.

L’Inu ritiene che non si possa liquidare la pianificazione tra permessi di costruire convenzionati, varianti non soggette ad approvazione, liberatorie per gli insediamenti commerciali, fuori dal territorio urbanizzato, e dall’altro non si possa sottrarre ai Comuni la possibilità di governare il proprio territorio centralizzando, in Regione, le procedure di autorizzazione.

L’Inu ha ribadito le proprie critiche e le proprie perplessità nel corso di un’audizione nella seconda Commissione “Territorio, Ambiente e Infrastrutture”, presieduta dal consigliere Pierpaolo Pietrucci. E’  stato lo stesso Istituto a dovere richiedere di essere consultato, l’unico modo per esprimere le proprie osservazioni visto che il consigliere già assessore Di Matteo, nel percorso di redazione del provvedimento, non ha considerato necessario verificare e ascoltare i suggerimenti dell’Inu, nonostante la Regione Abruzzo sia ente associato all’Istituto dal 1975 e siano stati costanti, negli anni, il dialogo e la collaborazione tecnica “.

 

 

 

 

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