L’Aquila, candidatura Unesco: il Governo abbandona la Perdonanza

Con la candidatura ufficializzata a fine marzo dal ministero delle Politiche agricole della Transumanza a patrimonio immateriale dell’Unesco da parte di Italia, Austria e Grecia, L’Aquila rischia di perdere l’altra importante candidatura: quella della Perdonanza celestiniana.

Un percorso travagliato quello della Perdonanza verso l’ambito riconoscimento mondiale a patrimonio immateriale dell’Unesco, con il dossier presentato nel 2015 che vedeva il Giubileo aquilano l’unica candidatura avanzata dall’Italia per l’anno a seguire e, invece, rinviato dal Comitato intergovernativo dell’Unesco.

Si tentò di nuovo nel 2016, ma il Comitato Direttivo per l’Unesco scelse di presentare la candidatura unica dell’arte dei pizzaiuoli napoletani che l’anno scorso ha ottenuto il riconoscimento. Ora è la Transumanza, una candidatura transnazionale, a mettere in pericolo il Giubileo aquilano, sulla quale il consiglio direttivo della commissione nazionale italiana per l’Unesco ha confermato la candidatura italiana all’inizio di quest’anno.

Alla luce delle modifiche richieste il dossier per la candidatura Unesco della Perdonanza è pressoché completo, tutto il materiale è stato rivisto come richiesto dal Comitato intergovernativo dopo il rinvio della candidatura al 2019. Ora sta agli amministratori darsi da fare per non perdere un’altra importante occasione, come spiega il giornalista e scrittore storico della Perdonanza celestiniana Angelo De Nicola.

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