Inchiesta “Social Dumping”, due imprenditori rispondono al gip

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Inchiesta “Social Dumping”, due dei tre imprenditori teramani indagati rispondono al gip. Nei giorni scorsi i primi due indagati si erano avvalsi della facoltà di non rispondere.

Avevano scelto di non rispondere Francesco Salvatore, di Pettorano sul Gizio e Panfilo Di Meo, di Sulmona, entrambi detenuti nella casa circondariale peligna. Ieri invece due degli altri tre indagati,  Giancarlo Di Bartolomeo e Massimo Di Donato, tutti teramani e detenuti a Castrogno, hanno preferito rispondere alle domande del gip. I due imprenditori hanno respinto le accuse nei loro confronti e hanno parlato di condizioni di lavoro assolutamente umane. Il terzo imprenditore Antonio D’Errico, si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’inchiesta, seguita all’operazione “Social Dumping” della procura distrettuale presso il Tribunale dell’Aquila, ha scoperchiato un’organizzazione dedita al reclutamento e allo sfruttamento di flussi di manodopera provenienti dall’Est Europa e impiegati nella ricostruzione aquilana. Un sesto indagato, il rumeno Nicolae Otescu, latitante, è tornato in Romania, dove pare dispensi interviste in tv proclamandosi innocente e definendosi un benefattore.

L'autore

Marina Moretti
Nata a Pescara, dopo la maturità classica ha svolto diversi lavori in ambito culturale, artistico e teatrale per poi dedicarsi completamente al giornalismo, sia giornali che radio e tv. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.

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