Inchiesta mare sporco: Alessandrini ammette l’errore

Sviluppi sull’inchiesta mare sporco: Alessandrini ammette l’errore e lo fa davanti al Pm Anna Rita Mantini dichiarando di aver firmato l’ordinanza il 3 agosto e non il primo.

Le ammissioni del sindaco di Pescara sull’ormai nota ordinanza 415, quella del divieto di balneazione, e per la quale la Procura sta portando avanti delle indagini con l’ipotesi di omissione d’atti d’ufficio e falso ideologico, sarebbero giunte in un secondo colloquio con il Sostituto Procuratore della Repubblica Anna Rita Mantini, dopo aver dichiarato di aver firmato, invece, il primo agosto ritenendo, tuttavia, di non doverla rendere nota. Di nuovo davanti al Pm, circa 24 ore dopo, il primo cittadino cambia versione ammettendo di aver firmato il 3 un documento poi retrodatato. La notizia emerge solo ora, dopo circa 15 giorni dal suo incontro con la Mantini. In quell’occasione Alessandrini aveva, in un primo momento, sostenuto di aver firmato l’ordinanza il primo agosto a seguito dello sversamento in mare di 30 mila metri cubi di liquami a causa della rottura della condotta fognaria di Via Raiale avvenuta il 28 luglio, ma di aver tergiversato nel renderla pubblica con la speranza che la qualità dell’acqua migliorasse, secondo quanto gli avevano preannunciato gli esperti. Una volta ascoltata un’intercettazione telefonica  tratta da un’altra inchiesta, ma nella quale si faceva riferimento  all’ordinanza fantasma, il sindaco ha cambiato versione ammettendo le proprie responsabilità in perfetta buona fede, ha tenuto a precisare. Del resto, come punta a dimostrare la difesa di Alessandrini, affidata all’avvocato Vincenzo Di Girolamo, il primo agosto l’acqua era già tornata ai livelli consentiti grazie all’intervento di depurazione dell’Aca con il famoso Oxystrong, ecco perchè quell’ordinanza si sarebbe rivelata del tutto inutile, una sorta falso innocuo, come ha fatto notare l’avvocato . Una manovra, per certi aspetti, più politica che amministrativa, per placare le polemiche incontrollate, la cui scelta, però, non sarebbe solo da addebitare al sindaco ma anche ad altre figure come il vice sindaco Del Vecchio ed il dirigente Vespasiano.

Il servizio del Tg8:

1 Commento su "Inchiesta mare sporco: Alessandrini ammette l’errore"

  1. Caro Sindaco hai mentito alla cittadinanza e al giudice, non meriti più la poltrona perchè non vi è più un rapporto di fiducia fra il sindaco e i cittadini,

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