Melilla: “Tavolo nazionale sugli esuberi alla Brioni”

brionipenne

Melilla: “Tavolo nazionale sugli esuberi alla Brioni”. Il deputato di Sinistra Italiana rivolge un’interrogazione al ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico sull’annunciata riduzione di personale alla Roman Style.

L’onorevole di SI, l’abruzzese Gianni Melilla, interroga il Mise per sapere se e come si intenda intervenire in merito alla riduzione di personale della Brioni Roman Style, presente in Abruzzo con stabilimenti produttivi a Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova. L’azienda, che conta oltre 1000 dipendenti, è considerata di grande qualità e prestigio internazionale. Nel corso degli anni ha vestito numerose star impegnate nel cinema e dello spettacolo, come il mitico James Bond.

“Il marchio Brioni – scrive Melilla – da qualche anno di proprietà della holding francese Kering, è leader mondiale nella produzione di abbigliamento maschile di lusso. La Roman Style spa in questi giorni ha dichiarato un esubero per mancanza di commesse. L’11 novembre scorso è stata firmata l’apertura della mobilità volontaria, chiusa il 31/12/2015 per circa 60 lavoratori. Il 31/5/2016 scadrà il contratto di solidarietà stipulato tra l’azienda e le rappresentanze sindacali, aventi ad oggetto la diminuzione dell’orario di lavoro al fine di evitare la riduzione del personale. L’azienda prospetta una riorganizzazione aziendale con riduzione del personale perché non si intravede una ripresa economica prima del 2018. Ha aggravato la situazione il dissesto idrogeologico della zona vestina del marzo scorso e il cedimento strutturale della fabbrica dovuto anche all’alterazione del substrato causata dalla presenza di acqua nel sottosuolo”.

Melilla ricorda che all’abbattimento dell’area centrale dello stabilimento di Penne ha fatto seguito il trasferimento di interi reparti a Civitella Casanova, mentre è rimasta sulla carta la delibera di indirizzo approvata a giugno dalla Giunta della Regione Abruzzo per la compartecipazione alla ristrutturazione. L’onorevole della sinistra abruzzese conclude chiedendo al Mise

“Se non intenda intervenire convocando un tavolo nazionale con i vertici aziendali, i sindacati e la Regione Abruzzo per scongiurare il rischio di una grave emergenza occupazionale”.