Expò, mi annoio quindi scrivo (sui padiglioni)

Chissà che non ci sia anche qualche…anonimo abruzzese tra i tanti che in fila ad Expò hanno ammazzato tempo e padiglioni.

Ancora una volta, ahinoi, l’inciviltà ha trovato libero sfogo stavolta sui muri dei padiglioni di Expò. In fila e vinti dalla peggiore stanchezza, quella dei vandali per noia, in molti hanno lasciato un segno della propria stupidità testimoniata da numerose tracce scritte di insofferenza e ignoranza. Tra i padiglioni più ‘bersagliati’ sembrerebbe esserci in pole position quello del Giappone: specie le scolaresche in visita ad Expò hanno lasciato scritto di tutto. Una notizia che ovviamente sta facendo il giro del mondo. E se qualcuno ne ha già tratto spunto per un reportage fotografico su un’apposita pagina Facebook, organizzatori e forze dell’ordine fanno sapere che se scovati (ad esempio dalle migliaia di telecamere di videosorveglianza sparse ovunque) i colpevoli di quello che è un reato innanzitutto di inciviltà verranno severamente puniti. Una moda, a quanto pare, tipicamente italiana quella di farsi prendere dalla smania di dover lasciare traccia su case, alberi e negozi del proprio…sfogo estemporaneo!

L'autore

Barbara Orsini
Laureata con lode in Scienze Politiche con una tesi pubblicata presso l’IILA di Roma, inizia subito l’avventura giornalistica collaborando con “Il Tempo” e con TVQ. Dal 2002 lavora per Rete8 dove si occupa di cronaca, politica, terza pagina, economia-sindacale e dove ha condotto la rubrica “Allo Specchio”. Ama leggere, viaggiare e declinare tendenze in tutte le sfaccettature.

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