Bussi, per il Forum H2O è un fallimento istituzionale

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Definisce il comunicato del Ministero stringato e trionfalistico: all’indomani dell’incontro romano sulla Valpescara e sulla discarica di Bussi il Forum H2O parla di fallimento istituzionale.

Altro che buone notizie, per il Forum H2O le considerazioni sulla Conferenza dei servizi che si è svolta a Roma vanno nella direzione opposta, in sostanza sarebbe stato un incontro edificato sulle macerie istituzionali.

“Molti annunci, pochissimi e insignificanti passi in avanti, molti indietro .Provincia di Pescara e quasi tutti i comuni della Valpescara assenti, Arta e Regione Abruzzo in difficoltà: la conferenza dei servizi su Bussi e Valpescara svoltasi al Ministero dell’Ambiente, dopo 5 ore di discussione, in sintesi può essere definita come l’avvenuta certificazione che le Istituzioni ai massimi livelli hanno finora fallito. Dopo 8 anni, possiamo commentare solo la vista sulle macerie. Sul cumulo di omissioni, inadempienze, errori ora prova a salire…Edison e, forse, anche Toto. Abbiamo letto il comunicato del Ministero dell’Ambiente, invero piuttosto ermetico, per non definirlo altrimenti. Ricordiamo che sui Siti Nazionali di Bonifica e quindi anche su Bussi, il Ministero è competente per legge dal 2008. Il commissario delegato dal Governo esercitava la sua azione solo su alcune aree del sito, seppur significative, come la discarica Tremonti e le discariche 2A e 2B. Ora anche questa competenza è tornata al Ministero. Ricordiamo che dopo otto anni dovremmo trovarci a discutere di collaudi delle bonifiche. Non dovremmo certo stare a magnificare l’approvazione di – pochi – piani di caratterizzazione (o l’invio delle lettere di richiesta degli stessi…). Stiamo parlando, cioè, dell’elenco delle analisi da fare!

 

Il Forum esprime diverse critiche anche sulla proposta di Edison, che dovendo essere sottoposta al vaglio di una nuova conferenza dei servizi non è operativa da subito.

Qui di seguito la sintesi delle richieste del Forum:

“1) Il Ministero deve prendersi la responsabilità di mettere nero su bianco che il lavoro del commissario è, in tutto o in parte, inservibile, spiegandone le ragioni. Il Ministero stranamente continua a sorvolare sul fatto che su quell’area la Procura ha svolto una quantità infinita di analisi. Facciamo notare che una nuova caratterizzazione vorrebbe dire ripartire da zero con ulteriori ritardi sulla bonifica. Insomma, a nostro avviso, si può trattare al massimo di qualche integrazione alle informazioni già disponibili. Altrimenti anche in questo caso il Ministero ci deve dire perché tale documentazione agli atti dei processi attivati dalla Procura non vale.

2) Qualsiasi misura di prevenzione da parte di Edison sul sito della Tremonti, il cui dissequestro è stato richiesto dal Ministero lo scorso 18 novembre, nonostante produca ancora inquinamento all’esterno e nonostante la legge consenta di poter comunque operare in un sito sequestrato previo parere della Procura, deve tener conto che ci sono questioni non secondarie legate sia ai processi penali in corso sia ad eventuali altri procedimenti che potrebbero scaturire in futuro. Ad esempio, ieri Edison ha paventato che lo scavo dei piezometri per la caratterizzazione da parte del Commissario potrebbe aver collegato diversi livelli di falda. Ciò ha suscitato preoccupazione da parte del Ministero in quanto si potrebbe verificare una contaminazione. Non vorremmo che tra qualche anno si possa dire che a causare l’inquinamento in atto oggi delle falde a valle della Tremonti possa essere stato solo un intervento improvvido del Commissario Goio.
Anche su questo aspetto il Forum H2O ha invitato il Ministero a tenere una linea che permetta di risalire ad eventuali responsabilità sull’inquinamento senza aggiungere fattori di confusione.”

Quanto al bando relativo alle discariche 2A e 2B e ai 40 milioni di euro confermati dalla dirigente D’Aprile, il Forum aggiunge:

“Nella discussione ieri è intervenuta anche la Toto Holding che, dopo aver espresso anche dubbi sulla legittimità dell’operazione, ha chiesto spiegazioni sul perché si sia fatto ricorso all’appalto, visto che loro avevano depositato, reiterandola a luglio 2016 (!), una proposta di bonifica e reindustrializzazione. Situazione paradossale ma insidiosa. In ogni caso in base alla legge il Ministero in qualche modo dovrà pur rispondere con un Sì o con un No motivato, come chiesto ieri dalla società. Tra l’altro: di quale quale progetto si tratta?

In definitiva, secondo il Forum, tutte queste discussioni rischiano di essere surreali se non si affronta il tema centrale dell’individuazione dei responsabili della contaminazione, condizione necessaria per procedere alla bonifica.

“Solo sull’area ex Montecatini di Piano d’Orta la Provincia di Pescara, con anni di ritardo che hanno tenuto fermo oltre un milione di euro stanziato per la messa in sicurezza dell’area (denari che ora si rischia di dover re-indirizzare), ha individuato in Edison il responsabile (che ha proposto subito ricorso al TAR contro questa decisione). Ora la società si dice disponibile a realizzare il piano di caratterizzazione (approvato da oltre un anno) e ad attuare eventuali misure di prevenzione (tra l’altro questo aspetto l’abbiamo sollevato noi altrimenti andava in cavalleria). Edison è obbligata per legge ad operare in questo modo, non capiamo cosa ci possa essere da festeggiare. Anzi, bisognerebbe capire perché sono passati otto anni per avere questo “risultato”… Si tratta di sollecitare specificatamente, anche tramite diffide, la Provincia di Pescara a provvedere ad individuare il responsabile della contaminazione per la Tremonti, per il sito industriale, per le 2A e 2B e per tutte le altre aree inquinate anche al di fuori del SIN se necessario”.

Diversi soggetti privati vorrebbero affidare all’Arta la redazione e l’esecuzione dei piani di caratterizzazione richiesti dal Ministero, tuttavia – sempre secondo il Forum – non è ancora ben chiaro quali siano le aree da caratterizzare, senza contare che “l’Arta ha dichiarato di avere fortissime criticità di bilancio, tali da comportare potenziali problemi nell’avanzamento dei lavori”.

“Come Forum abbiamo chiesto che l’ARTA non prenda altre commesse se non è in grado di rispettare tutti i tempi di consegna. Una figuraccia epocale davanti a decine di enti, istituzioni, privati ed associazioni”.

Il Forum H2O esprime dubbi sull’efficacia delle misure di prevenzione attuate per evitare la fuoriuscita degli inquinamenti dal sito industriale.

“Ci è stato riferito che nei pozzi spia a valle del trattamento delle acque di falda contaminate che sono sotto l’area industriale, ci sono “limitati superamenti” per il cloruro di vinile. Abbiamo fatto sommessamente notare che è un “cancerogeno accertato per l’uomo” e che a valle del trattamento i valori dovrebbero essere sotto ai limiti di legge. Pare esservi un miglioramento rispetto agli anni precedenti ma dopo 12 anni dall’avvio del trattamento delle acque al limitare del sito industriale ci aspetteremmo una completa efficacia”.

Quanto all’assenza di tanti soggetti interessati, il Forum scrive:

“A parte il comune di Bussi, che rappresentava per delega anche Bolognano, tutti gli altri comuni della Valpescara che erano stati convocati risultavano assenti. Una vergogna, come se l’inquinamento non si riversasse verso i loro territori con il Fiume Pescara. Mancavano: Chieti, Castiglione a Casauria, Cepagatti, Alanno, Tocco da Casauria, Torre de’ Passeri, Popoli, Rosciano, Scafa, Manoppello. Mancava anche la Provincia di Pescara che pure dovrebbe avere un ruolo centrale”.

Infine le conclusioni della nota diffusa dal Forum:

“Non vorremmo, e lo diciamo noi che sul Commissario Goio, da vivo, abbiamo espresso le critiche più feroci assieme a pochi altri, chiedendone anche le dimissioni, che ora, da morto, diventi l’unico capro espiatorio di tutti i mali che affliggono il sito. Non vorremmo che una società come Edison, che ricordiamolo, è obbligata per legge a risolvere le situazioni che la coinvolgono in vario grado, sia ora presentata quasi come la salvatrice della Patria. Il disastro in cui sono ridotte le istituzioni non può portarci a questo”.

 

L'autore

Marina Moretti
Nata a Pescara, dopo la maturità classica ha svolto diversi lavori in ambito culturale, artistico e teatrale per poi dedicarsi completamente al giornalismo, sia giornali che radio e tv. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.

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