L’Aquila, parco urbano piazza d’Armi: è scontro tra Comune e ditta

Che fine ha fatto il mega progetto “Auditorium e parco urbano di piazza d’Armi”? I soldi ci sono, la gara è stata fatta ed è stata scelta la ditta aggiudicatrice, che però chiede più soldi per un adeguamento progettuale. Comune pronto allo scontro. Oggi interrogazione al Consiglio comunale.

Un grande parco urbano alle porte a ovest della città, nell’area a ridosso degli impianti sportivi di piazza d’Armi, con un auditorium da quasi un migliaio di posti che L’Aquila non ha mai avuto e di cui in un contesto di penuria di spazi in grado di ospitare grandi eventi culturali, la città ha davvero bisogno. Un progetto però fermo all’anno zero, eppure i soldi ci sono: 15 milioni arrivati dal Bando periferie, 4 milioni dalla legge mancia e oltre 3 milioni dall’Australia.

Fondi, che arrivano dal Governo australiano e dai nostri connazionali, che non sono mai stati consegnati al Comune, bensì depositati in un conto fruttifero controllato da una Società denominata Sace, che ha fatto da intermediario tra il Governo canadese e il Comune dell’Aquila.

La gara è stata fatta e c’è la ditta aggiudicatrice, ma non si può ancora partire, perché la gara (a seguito di un concorso di idee da cui è stato scelto il progetto) è stata fatta con la procedura dell’appalto integrato che consiste nell’obbligo della ditta vincitrice a redigere il progetto esecutivo. Ma l’impresa dopo aver vinto ha chiesto al Comune più risorse per adeguare il progetto iniziale. Richieste irricevibili per il Comune e per il Rup (responsabile unico del procedimento), che si è opposto alla ditta. Ma se non si dovesse arrivare a un accordo con l’impresa si dovrà ricominciare tutto da capo.

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