L’Aquila. Mancano gli alunni, scuole di montagna a rischio chiusura

Mancano gli alunni, scuole di montagna a rischio chiusura. L’appello della Flc Cgil dell’Aquila: “Rivedere i parametri e i criteri ministeriali per salvare le scuole delle aree interne”.

Capitignano, Cagnano Amiterno, Monereale, Pizzoli, Lucoli, San Pio delle Camere, Campo di Giove, Barisciano, Poggio Picenze, Navelli. A Corfinio mancano due alunni per mantenere la scuola dell’infanzia aperta, mentre la primaria non ha più iscritti. Ironia della sorte, a Corfinio c’è un edificio scolastico inaugurato pochi mesi fa, destinato a restare vuoto. Una lunga lista di Comuni che in tutta la provincia dell’Aquila (ma anche in tutte le altre provincie abruzzesi ricadenti nelle aree interne), per i quali questo sarà l’anno forse più drammatico per la sopravvivenza delle loro scuole. L’anno scolastico 2019/2020 potrebbe veder scomparire decine di cosiddette scuole di montagna.

Tutta la fascia pedemontana italiana è in grande sofferenza da anni, le scuole chiudono perché si perdono i numeri degli iscritti, le famiglie lasciano i paesi oppure scelgono di iscrivere i figli in scuole vicine ai loro luoghi di lavoro. Un impoverimento inesorabile in Abruzzo, aggravato dal terremoto. Un appello alla politica locale a farsi carico di avviare una vera e propria “vertenza-scuole”, soprattutto per la provincia dell’Aquila, viene dalla Cgil. Non è la prima volta che il sindacato lancia l’allarme sulla fine delle scuole delle aree interne, per le quali occorre rivedere al più presto con un tavolo serio di concertazione i criteri e i numeri stabiliti dal Miur per la formazione delle classi e, di conseguenza, per l’apertura delle scuole.

A spiegarlo è Miriam Del Biondo della Flc Cgil dell’Aquila.

La chiusura di una scuola comporta la perdita dell’ultimo presidio sociale e culturale di un territorio. Avere meno alunni vuol dire anche avere meno insegnanti, meno personale Ata e quindi meno lavoro.

“Siamo in disaccordo con le parole pronunciate dal ministro dell’Istruzione Bussetti durante la sua visita in Campania – dice Del Biondo – le scuole del sud sono situate in regioni deprivate, conosciamo bene la questione meridionale, e hanno bisogno di risorse, di interventi sull’edilizia e sulla dispersione scolastica. Ciò che ha detto Marco Bussetti risponde all’autonomia referenziata delle Regioni e che noi stiamo cercando di contrastare in tutti i modi”.

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