Grandi Rischi bis. Cialente: “La riunione degli scienziati fu una grande assurdità”

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Dopo l’assoluzione nel processo bis alla commissione Grandi Rischi in Corte d’Appello dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso si riaccende il dibattito e la città si divide.

La commissione Grandi Rischi riunita all’Aquila il 31 marzo del 2009 fu una grande assurdità, sostiene l’ex sindaco Cialente.

Per l’ex sindaco Massimo Cialente bisogna inserire la telefonata incriminata tra  Guido Bertolaso e l’ex assessora regionale alla Protezione civile Daniela Stati, nel contesto storico di quanto succedeva nel 2009 all’Aquila, città stressata da mesi di sciame sismico. L’ex sindaco  ricorda bene quei momenti e come si arrivò alla riunione all’Aquila della commissione Grandi Rischi. Bisognava, ricorda Cialente, zittire il tecnico del radon, Giampaolo Giuliani, che sosteneva di poter prevedere i terremoti e per il quale la città di Sulmona avrebbe dovuto essere evacuata. Ma di fronte a quanto successe all’Aquila e con l’epilogo dell’assoluzione in Appello di Bertolaso, secondo Cialente bisogna guardare avanti: un “Paese serio” ha un solo prioritario compito: mettere in sicurezza l’intero Paese.

Io non discuto le sentenze – commenta Cialente però bisogna inserire la vicenda della commissioone Grandi Rischi e della telefonata tra Bertolaso e la Stati in quello che si stava vivendo. Un lungo sciame sismico, c’è un tecnico, Giuliani, che incomincia a dire di poter prevedere dei terremoti e anzi di averli previsti (in un contesto di sciame quotidiano). Il giorno precedente alla famosa telefonata Giuliani chiede l’evacuazione di Sulmona perché disse, stava arrivando un terribile terremoto. Lo ricordo perché chiamò anche me per chiedermi il numero di telefono dell’allora sindaco di Sulmona. Era una domenica pomeriggio. Il clima era questo, lo descrivono bene i giornali abruzzesi di allora: Giuliani era il referente di tutti. Si diffuse l’idea che ogni scossa dello sciame fosse energia che si scaricava. Perché, allora, la riunione aquilana della commissione Grandi Rischi? Per come si svolse fu tutta in funzione anti-Giuliani, del tipo: non credete a Giuliani perché i terremoti non si possono prevedere. Dopo di che il terremoto è arrivato ed è partito il processo Grandi Rischi che ha coinvolto lo stesso Bertolaso per ‘procurato rasserenamento’. Per come si è svolta la vicenda è a mio avviso allucinante ed è il motivo per cui io continuo a battermi. Può un Paese, di fronte a un evento come il terremoto, che è evento naturale e periodico, destinato a ripetersi, continuare ad affidarsi alla ‘Sibilla Cumana’ e ai tecnici chiamati per chiedere se farà il terremoto, quando, a che ora e con quale intensità? Previsioni scientificamente impossibili da fare per i sismi.

A questo punto, per l’ex primo cittadino, un Paese serio può soltanto fare un’operazione importante di messa in sicurezza, affinché in caso di sisma la casa può riportare delle lesioni ma permette ai suoi abitanti di mettersi in salvo.

Vale per tutti gli edifici pubblici e privati –  aggiunge – oggi si può mettere in sicurezza fino a un grado del 60% per l’Italia (all’Aquila la percentuale è più alta, ndr). Invece non si fa, tanto è vero che era partito con il precedente Governo e tuttavia non in modo esaustivo perché mancava ancora il fascicolo del fabbricato, era partito il pacchetto ‘Sisma bonus-Casa Italia’ che il nuovo Governo sta rallentando. I soldi che abbiamo devono essere investiti in una grande opera di messa in sicurezza in tempi rapidi, generando tra l’altro occupazione e Pil. Fino a quando non faremo questo, saremo un popolo che continuerà a inseguire la Sibilla Cumana. E cioè, di fronte a uno sciame sismico, chiameremo qualcuno e gli chiederemo di prevedere il terremoto. Questa è l’assurdità che ha mosso a monte la richiesta di una riunione della commissione Grandi Rischi all’Aquila, con la domanda a Bertolaso e agli scienziati se avrebbe o meno fatto il terremoto.

Cialente critica anche la ricostruzione della vicenda che all’epoca fece  la stampa locale:

La stampa raccontò la successiva conferenza stampa in modo non perfettamente corretto. Io ad esempio ricordo che l’ex presidente della Grandi Rischi Enzo Boschi, in modo persino rude, rispose alla Stati che chiedeva numi sul terremoto, rispose “basta, può darsi che il terremoto farà domani o fra dieci anni, pensate a mettervi in sicurezza”.

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