L’Aquila: “Illegalità un male da estirpare”

L’illegalità un male diffuso, sempre più socialmente accettato, difficile da estirpare e contro cui poco ha potuto fare anche il lavoro difficile di un giudice come Giovanni Falcone. Parole di Angiolo Pellegrini, tra gli anni Ottanta e Novanta capo dell’Antimafia del giudice Falcone.

Questa mattina è intervenuto al convegno “Per la legalità – giovani, imprenditori, cittadini tutti” all’Auditorium del Parco del castello. Pellegirini sta girando l’Italia per presentare il suo libro, “Noi, gli uomini di Falcone, la guerra che ci impedirono di vincere”, scritto insieme al giornalista Francesco Condoluci, nel quale l’uomo di fiducia del pool antimafia di Palermo racconta le indagini portate a termine contro Cosa Nostra, denunciando coraggiosamente come il vero nemico di quel pool fu un potere politico oscuro che fermo’ le indagini prima della svolta decisiva.

Ma oggi, a distanza di tanti anni, l’illegalità e le mafie non sono state ancora sconfitte. Una testimonianza è anche la ricostruzione dell’Aquila, che fa gola alla criminalità organizzata, ma anche a chi cerca di ottenere qualsiasi piccolo tornaconto personale

Guarda il Servizio del Tg8:

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

Sii il primo a commentare su "L’Aquila: “Illegalità un male da estirpare”"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato


*