Balneatori, Confcommercio Abruzzo: “Servono regole certe”

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Regole e tempi certi sulle conseguenze che la direttiva Bolkestein avrà sulle concessioni balneari. E’ quanto chiedono i balneatori abruzzesi, in questi giorni in agitazione contro una direttiva europea che metterebbe in pericolo anni e anni d’investimenti.

Richieste ribadite dalla Confcommercio abruzzese anche al ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa, a Pescara qualche giorno fa per discutere proprio della Bolkestein e dei problemi vecchi e nuovi dei circa 700 balneatori abruzzesi, in occasione di un convegno organizzato dalle associazioni di categoria.

Balneatori che il 15 marzo hanno protestato a Roma per chiedere l’abolizione della direttiva, approvata nel 2006, e che introduce il principio di libera concorrenza tramite aste pubbliche, eliminando così la tradizione di tramandare le concessioni di generazione in generazione. Protesta alla quale la Confcommercio Abruzzo ha deciso di non aderire, in attesa di risposte dal tavolo tecnico nel frattempo avviato con il Governo. Un articolo del decreto “Milleproroghe” in discussione in Parlamento sposta al 31 maggio 2018 il termine per rimettere a bando le concessioni rilasciate dagli enti locali.

Ma i balneatori – circa 700 in Abruzzo – chiedono regole e tempi certi:molti di loro hanno fatto investimenti ingenti, oppure si preparano a farli, e rischiano di perdere il frutto del loro lavoro. Intanto il direttore della Confcommercio, che ha donato al ministro Costa una guida storico-artistica sull’Abruzzo (e che spedirà anche al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni), chiede a ministri e premier di passare le vacanze di Pasqua ed estive nelle località abruzzesi, che stanno vivendo un contraccolpo dopo l’emergenza sisma e quella maltempo.

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