Incendio Fonte Vetica, lo studio che analizza tutti i danni

Un milione e mezzo di euro tra danni all’habitat e costi di spegnimento: è questa la conseguenza tradotta in soldi dell’immenso incendio che nell’agosto scorso ha distrutto 330 ettari di prateria a Campo Imperatore.

Il dettaglio dei danni è ricostruito in uno studio curato dal Raggruppamento carabinieri del Parco Gran Sasso e Monti della Laga, un report approfondito che parte dalla legge quadro 353 del 2000 sugli incendi boschivi e analizza anche tutti gli aspetti del danno causato dalle fiamme che per settimane hanno impegnato gli uomini del soccorso: i vigili del fuoco, i forestali e la protezione civile per spegnere il rogo esteso da Fonte Vetica a Rigopiano, versante pescarese del Gran Sasso, tutto territorio all’interno del Parco nazionale.

La relazione prende in considerazione anche il costo connesso al valore diminuito del territorio danneggiato dalle fiamme e include i costi del ripristino degli ecosistemi ambientali distrutti, in quello che è uno dei contesti più ricchi da un punto di vista della biodiversità. Sullo studio si dovrà pronunciare il sostituto procuratore Fabio Picuti che segue l’indagine, svolta dal Nipaf, dal comando provinciale e dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri-forestali in servizio presso la Procura.

Si sono conclusi da pochi giorni, intanto, gli interrogatori dei 14 ragazzi che si trovavano a campeggiare a Fonte Vetica nel giorno in cui l’incendio si è propagato, il 5 agosto, mentre era in corso la 58esima rassegna degli ovini.

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