Danni da orso in Abruzzo, la legge c’è ma non si vede

Non solo per la conservazione dell’animale simbolo del territorio, ma anche per il ristoro dei danni causati dall’orso in Abruzzo, mesi fa è stata approvata una legge che però, secondo il WWF, è rimasta lettera morta.

La legge “Interventi a favore della conservazione dell’orso bruno marsicano” c’è ormai da mesi, ma nonostante ciò, dice il WWF, nulla si è mosso. In un comunicato diffuso il delegato regionale dell’associazione ambientalista, Luciano Di Tizio, ricorda come il ritardo nell’applicazione della legge si traduca nel ritardo con cui le attività rurali ricevono il ristoro dei danni causati dall’orso.

“Tramite questa legge sono stati destinati dei fondi al pagamento dei danni causati dall’orso alle attività rurali dell’Abruzzo, così da scongiurare eventuali conflitti tra attività umane e presenza del plantigrado. A quasi sei mesi dall’approvazione, la legge è rimasta lettera morta perché non sono stati predisposti gli atti propedeutici all’applicazione concreta della norma, non mettendo così a disposizione i fondi ipotizzati: una vera miseria, peraltro, trattandosi di appena 30.000 euro! Pochi soldi che possono essere utili per dare un indennizzo a coloro che subiranno danni da parte di orsi al di fuori dai parchi (all’interno, infatti, sono i parchi a pagare). Per arginare i danni continuano ad essere fondamentali l’impegno delle associazioni locali come “Salviamo l’Orso” o “Dalla parte dell’Orso” o i finanziamenti europei come quelli del LIFE Orso che hanno consentito al WWF di distribuire quasi duecento recinti elettrificati. L’assessore Pepe ha assicurato che presto la legge diventerà operativa: il WWF auspica che alle promesse seguano i fatti perché non possono essere solo le associazioni private di volontari a farsi carico della tutela della specie simbolo della nostra regione che compare in tutti depliant turistici che mandiamo in giro per il mondo per pubblicizzare un territorio e una biodiversità che in realtà proteggiamo assai poco. E non è certo una questione di soldi! La Regione che non mette a disposizione 30.000 euro per la salvaguardia di una specie a rischio di estinzione di cui rimangono solo 50 esemplari al mondo, infatti, è la stessa Regione il cui Consiglio 10 giorni fa ha deliberato di distribuire contributi a “pioggia” per milioni di euro a manifestazioni, presepi, fiere e feste. Non volendo entrare nel merito delle scelte discrezionali del Consiglio regionale, e pur ritenendo doveroso finanziare le iniziative culturali regionali (alcune di grande importanza), appare strano che un ente che stanzia 4,5 milioni non riesca a scovare poche migliaia di euro per finanziare una propria legge destinata a dare una mano agli agricoltori della montagna e a salvaguardare una specie in via d’estinzione”.

Il WWF si dice preoccupato anche dalle recenti dimissioni del rappresentante della Regione Abruzzo nel PATOM (Patto per la tutela dell’Orso bruno marsicano), definite “pesanti” perché motivate proprio dall’immobilismo.

 

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