L’Aquila, ecco la nuova legge che norma gli usi civici

Fontane e piazze restaurate, marciapiedi e sentieri recuperati, e poi progetti di riqualificazione e tanto altro ancora: sono tanti gli aspetti di cui si occupano le Asbuc.

Le amministrazioni separate dei beni di uso civico (le Asbuc) sono entità organizzate, separate e diverse dal Comune di appartenenza, diffuse e radicate nel territorio, nate appunto per gestire in modo “separato” terre e diritti civici che sono di tutti e non dei singoli privati o del Comune. Per le Asbuc – nate nel primo ventennio del secolo scorso – finalmente arriva una legge che mette ordine nel complesso mondo dei beni separati.

Un mondo costituito, in Abruzzo, per l’82% dei casi da territori in area montana. La legge è la 168 approvata in Senato il 13 dicembre scorso, e sancisce una piccola rivoluzione perché fa uscire le Asbuc finalmente da una condizione d’incertezza giuridica collocando i beni separati nel pieno riconoscimento normativo del “dominio collettivo” e dell’uso collettivo dei beni di uso civico.

Una rivoluzione ritenuta pietra miliare dai referenti delle Asbuc locali, perché tra gli scopi delle amministrazioni separate oltre all’amministrazione, alla conservazione e al miglioramento dei beni, c’è anche quello di promuovere iniziative e attività economiche, finanziarie, produttive, immobiliari, tecnico-scientifiche che sono importanti per mantenere la coesione sociale e per rendere vivibili i territorio decentrati e, dunque, contro lo spopolamento.

IL SERVIZIO DEL TG8:

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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