L’Aquila: simposio sulle ultime novità sull’anestesia locoregionale

Sarà presentato il primo giugno a L’Aquila il primo testo completo italiano di anestesia locoregionale e terapia del dolore, nell’ambito del convegno “Anestesia-rianimazione e chirurgia aquilana a 10 anni dal terremoto”.

Il manuale di anestesia locoregionale e terapia del dolore illustra, con 60 video on line e molte immagini, numerose tecniche innovative. Il trattato, che offre una visione nuova delle modalità terapeutiche contro il dolore cronico e acuto, rappresenta il compendio delle conoscenze di oltre 50 specialisti del settore. Il manuale verrà presentato il prossimo 1 giugno all’Aquila, nel corso del simposio dedicato anche alle tecniche chirurgiche innovative e alla chirurgia robotica.

Il convegno si aprirà proprio sul tema guida che dà origine al titolo: “Anestesia-rianimazione e chirurgia aquilana a 10 anni dal terremoto”. La presentazione del trattato sarà affidata al dottor Pierfrancesco Fusco, direttore dell’ambulatorio di terapia del dolore procedurale del San Salvatore dell’Aquila, che ha organizzato i lavori insieme al dottor Luigi Di Clemente, direttore di urologia dello stesso ospedale aquilano. Gli editori del trattato sono lo stesso Fusco e il professor Franco Marinangeli, direttore del reparto di rianimazione dell’ospedale aquilano, che hanno svolto un ruolo di coordinamento nell’ambito di un gruppo di colleghi di prestigio internazionale, tra cui Rafael Blanco (King’s college hospital di Dubai) e De Q tran (Department of Anesthesiology, Montreal General Hospital, McGill University).

 

“La presentazione del testo a dieci anni dal sisma, – si legge nella nota – assume il significato simbolico del processo avviato all’ospedale di L’Aquila all’insegna dell’innovazione. Durante il convegno ampio spazio sarà dedicato alla chirurgia praticata col robot da Vinci, caratterizzata da grande precisione e mini invasività, con cui in sala operatoria si stanno scrivendo, per un numero crescente di malattie, nuove modalità di intervento. In poco più di un anno (gennaio 2018-marzo 2019) col chirurgo-robot sono state effettuate 240 operazioni che, avviate inizialmente nell’urologia, sono state estese via via ad altri settori, tra cui alla chirurgia epato-bilio-pancreatica”.

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