Gran Sasso, quella svolta industriale ancora lontana

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Il Gran Sasso: una grossa risorsa che non si è saputa gestire, o forse affidata a un metodo di gestione troppo poco di tipo industriale, nonostante esista un Piano d’area tenuto da 12 anni chiuso nei cassetti.

Una risorsa potenziale che resta immobile, incapace di creare benessere. Il Gran Sasso, soprattutto nel versante aquilano, è ora al centro di un grande progetto di sviluppo che lo coinvolgerà a 360 gradi: dal rifacimento della seggiovia delle Fontari, al recupero dei rifugi e dei sentieri con fondi della Regione, fino alla ristrutturazione dell’Hotel di Campo Imperatore da poco interessato da un principio di incendio che lo sta tenendo chiuso proprio in piena stagione invernale, per non parlare dell’Ostello, abbandonato da tempo.

Strutture sulle quali entro un paio di anni – spiega il direttore amministrativo del centro turistico Angelo De Angelis – partiranno i lavori di recupero per un totale di circa 11 milioni di euro.

A ribadire la necessità di un cambio di passo nel metodo della gestione di un sistema turistico complesso come quello montano, è Marco Cordeschi, direttore di esercizio degli impianti sciistici di Campo Imperatore.

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