L’Aquila, uomo precipitato. Gli esperti: “In montagna sempre massima prudenza”

Dopo la morte di Gianni Carrozzi, l’ex carabiniere di 44 anni di Paganica, che un testimone ha visto cadere giù sabato scorso dalle rocce che sovrastano l’eremo della Madonna d’Appari, ora l’attenzione si sposta sulla sicurezza del sentiero che dal Raiale s’inerpica attraverso la montagna. Oggi l’autopsia.

A vedere cadere Gianni Carrozzi per decine di metri è stato un operaio seduto su una panchina sulle sponde del Raiale.

Un sentiero realizzato 4 anni fa dagli usi civici di Paganica, messo in sicurezza e delimitato con staccionate di legno e corde, che nel tempo in alcuni punti si sono deteriorate per effetto delle intemperie. Un sentiero che prosegue per diversi chilometri tornando verso il paese di Paganica, ma che nel punto in cui presumibilmente è caduto l’uomo si apre su una piazzola con un barbecue, molto frequentato dalle persone dl posto. Che, dicono, “non è un sentiero pericoloso”.

Le ragioni della caduta dell’uomo, molto conosciuto anche come allenatore delle locali giovanili di calcio, sono ancora al vaglio degli inquirenti. Oggi l’autopsia potrà dare un contributo alle indagini e chiarire qualche aspetto, ma intanto dagli esperti arriva l’appello a mantenere sempre alta l’attenzione anche quando si affrontano sentieri familiari e facilmente accessibili, utilizzare sempre scarpe adatte in Goretex, bastoncini per aiutarsi, evitare di percorrere sentieri montani in condizioni proibitive, dunque con pioggia e umidità, e mantenere un approccio sempre di prudenza, come spiega l’accompagnatore di media montagna Alessandro Fusco. Il sentiero del Raiale, anche se semplice, presenta tratti esposti che si affacciano su dirupi in alcuni punti di diverse decine di metri.

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