L’Aquila, ricostruzione: presidio dei sindaci davanti alla Prefettura

La ricostruzione relativa al sisma del 2009 non può più essere considerata come se fosse l’ultima ruota del carro.

I sindaci e gli amministratori di tutto il cratere 2009 dicono basta a un metodo di lavoro “stop and go”, alla disattenzione verso la rinascita dei territori colpiti che per l’ennesima volta si ripropone a livello di Governo centrale. Dopo le dimissioni di Paola De Micheli, non c’è ancora un interlocutore politico per l’Abruzzo, mentre gli uffici speciali restano privi dei titolari, gli unici che per legge possono firmare atti e determine, una nomina fondamentale per entrambi (Usra e Usrc) ma particolarmente stringente per l’ufficio del cratere sismico, dove il direttore è l’unica figura amministrativa che con una firma può avviare il trasferimento delle risorse economiche. Ancora in alto mare l’iter che dovrà portare alla nomina dei titolari (è notizia recente l’individuazione quantomeno della componente delle commissioni tecniche che se ne devono occupare, Sabrina Bono). Queste le istanze messe nero su bianco in una lettere consegnata questa mattina dai sindaci al prefetto Giuseppe Linardi, nel corso di un presidio che ha raccolto davanti alla sede della Prefettura oltre ai sindaci anche le organizzazioni di categoria, i sindacati e la deputata del Pd Stefania Pezzopane.

IL SERVIZIO DEL TG8:

A complicare la ricostruzione, soprattutto nei Comuni del versante teramano, è la sovrapposizione della gestione dei due terremoti, quello del 2009 e quello del 2016.

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