Scampati a terremoto in Nepal, da Abruzzo tornano con Ong

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Scampati miracolosamente al terremoto in Nepal, dove si trovavano per fare trekking, dall’Abruzzo tornano in Nepal con una Ong per aiutare la popolazione.

Scampati miracolosamente al terremoto in Nepal, dove si trovavano per fare trekking, al rientro in Italia avevano creato una Ong con l’obiettivo di ringraziare la popolazione nepalese per l’aiuto e la solidarietà ricevuti in quei drammatici giorni. E, adesso, a distanza di quasi cinque mesi da quella tragedia, sono pronti a tornare nel paese asiatico insieme ad altri volontari di ‘Living Nepal’, per realizzare sul campo i progetti che animano la Ong. Protagonisti dell’iniziativa Sara Pavone di Roseto degli Abruzzi e il suo fidanzato spagnolo Pol Ferrus che il 21 settembre ripartiranno alla volta del Nepal.

“Abbiamo fondato Living Nepal per ringraziare la popolazione nepalese per la fratellanza, l’amore e la generosità che ci hanno regalato – spiegano i due ragazzi – soprattutto nei momenti più difficili durante il terremoto, ci hanno trattato con la solidarietà e l’accoglienza che li caratterizza e hanno condiviso con noi tutto ciò che era rimasto loro: cibo, acqua, coperte e materiale per costruire un rifugio”.

Da qui la volontà di fare qualcosa per quella popolazione, realizzando programmi di aiuto allo sviluppo nel distretto di Rasuwa, situato a 160 km Nord Ovest da Kathmandú.

“L’idea è quella di condividere le competenze, le idee, le conoscenze e i materiali di cui i volontari di Living Nepal dispongono con i nepalesi per far sì che siano capaci di costruire autonomamente strutture antisismiche, introducendo il parere di esperti, sia nepalesi che europei – continuano – con l’obiettivo di implementare sistemi di autogestione e autosufficienza. Inoltre un altro obiettivo è promuovere l’istruzione infantile costruendo scuole rurali nelle quali distribuire materiale scolastico, dare accesso libero a tutti i bambini e alle loro famiglie, offrire assistenza sociale e psicologica ai bambini più colpiti dal trauma post-sismico, offrire programmi di prevenzione sismica, igienica e sanitaria”.

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