L’Aquila, macerie post sisma: occhi puntati su chi getta gli inerti

Oltre due milioni di macerie private smaltite dal 2012 a oggi; circa 689mila quelle pubbliche trattate dal 2009 a oggi.

Numeri impressionanti e sempre in aggiornamento quelli delle macerie post-sisma, registrate, tracciate, e monitorate tramite un sistema di tracciabilità che non ha uguali in Italia, forse nemmeno in Europa.

Un meccanismo che permette di seguire in tempo reale le macerie provenienti dai crolli del sisma e dalle demolizioni, sia pubbliche che, soprattutto, private, in quanto sono quest’ultime che hanno un peso maggiore, con decine di migliaia di abitazioni e interi aggregati colpiti e danneggiati in di tutto il cratere sismico. Il sistema è gestito dal Comune dell’Aquila e dai due uffici speciali per la ricostruzione, parte da lontano, dal 2009, quando la gestione delle macerie era affidata al Commissario per la ricostruzione. Poi, nel 2012, con la fine del commissariamento e il ritorno alla normalità, tutto cambia e diventa finalmente tracciabile.

Manca all’appello il dato delle macerie relative alla fase del commissariamento, dal 2009 al 2012, ancora relegato a faldoni di carta che, però, sinora,nessuno si è preso la briga di digitalizzare.

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