L’Aquila, Duomo di San Massimo: ricostruzione ancora lontana

Basilica di Santa Maria di Collemaggio stracolma in occasione della messa di Natale di mezzanotte, la prima a oltre 8 anni dal terremoto. Una celebrazione e una riapertura molto sentite dagli aquilani.

Decine le giovani coppie che fanno già a gara per prenotare il proprio matrimonio nella Basilica voluta oltre 700 anni fa da Papa Celestino V, segno di appartenenza, di identità dopo i lunghi lavori di ristrutturazione post-sisma. Ma se da un lato la basilica di Collemaggio è tornata finalmente a rivivere grazie a un finanziamento dell’Eni di 14 milioni di euro, c’è un’altra chiesa molto importante per L’Aquila che – al contrario – resta ancora in balìa dei danni.

Si tratta della Cattedrale di San Massimo, la chiesa ai piedi di piazza del Duomo che da quasi 9 anni grida al cielo il suo dolore: è l’unica che non venne mai messa i sicurezza o sottoposta a coperture dall’allora struttura del vicecommissario post sisma per i beni artistici. Ancora nessuna notizia certa sull’avvio dei lavori: si parla di maggio o giugno prossimi.

Alla base delle lungaggini dell’avvio dei lavori per il Duomo ci sarebbe una lunga diatriba tra Curia ed enti pubblici per la titolarità dei lavori sulle chiese: l’Arcidiocesi avrebbe voluto procedere per affidamenti diretti privatistici, ma alla fine è prevalsa la via dell’appalto pubblico, molto più lunga. Appalto – quello della Cattedrale di San Massimo, che pesa 25 milioni di euro. Se ne occuperà Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti che è di proprietà del Mef, che affiancherà il Ministero per i beni artistici e culturali.

Dopo la cerimonia per la riapertura di Collemaggio il vescovo Giuseppe Petrocchi ha rivolto un appello a tutti gli organismi coinvolti nella ricostruzione affinché “la managerialità dimostrata nel restauro di Collemaggio, sia trasferita pure nella ricostruzione del Duomo. Risale intanto esattamente a un anno fa il via libera della Soprintendenza al progetto per l’aggregato “Sant’Emidio”, che ricomprende la Cattedrale, l’Episcopio, il vecchio Seminario e due palazzi gentilizi.

Lì troverà spazio anche il Museo diocesano del Duomo, dove saranno ospitate di nuovo tutte le opere d’arte di altre chiese danneggiate, opere ora custodite e al sicuro in altri luoghi che devono restare anonimi. Tra tali opere ci sono vari beni anche di Collemaggio, ad esempio la Croce del Capitolo di San Massimo.

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