Esperimento nel Gran Sasso, Lolli: “Voglio conoscere le carte”

L’esperimento Sox, parte del più vasto esperimento Borexino, deve essere protocollato dall’inizio, anche tutta la documentazione relativa anche alla fase preliminare della simulazione in corso in questi giorni e che sta suscitando preoccupazioni e polemiche.

Polemiche per il paventato arrivo di una sorgente radioattiva nel cuore del Gran Sasso fra sei mesi, dovrà essere inviata al tavolo regionale nato per gestire con trasparenza la sicurezza del bacino idrico del Gran Sasso.

Questo ha chiesto al direttore dei Laboratori di Fisica nucleare, Stefano Ragazzi, ieri il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, che presiede il tavolo sulla sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso istituito dopo l’emergenza della scorsa primavera.

L’esperimento non verrà bloccato, ha chiarito Lolli questa mattina, ma il Protocollo dev’essere rispettato. Intanto il direttore Ragazzi chiarisce che la sorgente radioattiva che dovrebbe essere introdotta come parte dell’esperimento Borexino all’interno dei laboratori in una fase successiva “non è stata acquistata dai Laboratori italiani, bensì da un centro di ricerca francese”, il Cea, ente di ricerca pubblico francese che si occupa, tra le altre cose, di energia nucleare e scienza della materia ed è coinvolto nell’esperimento Sox con alcuni dei suoi ricercatori.

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