Accord Phoenix, a breve l’apertura delle linee di produzione

La procura della Repubblica dell’Aquila ha disposto il dissequestro del materiale confiscato lo scorso gennaio a Francesco Baldarelli, dello stabilimento Accord Phoenix, l’azienda di recupero e trattamento Raee (rifiuti elettronici) insediatasi all’interno dell’ex polo elettronico di Pile.

E’ un altro passo avanti verso l’avvio effettivo delle linee di produzione per il trattamento dei rifiuti elettronici dell’Accord Phoenix, l’azienda guidata dall’imprenditore inglese Ravi Shankar, che aveva subìto uno stop in seguito al sequestro del sito e dei macchinari nell’ambito di un’inchiesta delle Fiamme gialle.

Nel dicembre 2016, infatti, la Guardia di Finanza aveva provveduto al sequestro in seguito all’indagine sullo stoccaggio illegale di rifiuti pericolosi e su altre anomalie all’interno. Il giudice ha poi riconosciuto l’attività svolta dall’azienda per mettersi a norma e dotarsi di tutte le certificazioni necessarie.

Un’azienda, l’Accord Phoenix, attesa dal mondo dei lavoratori e dai sindacati come una manna dal cielo per dare respiro a un comparto occupazione in grande affanno nel capoluogo di regione, soprattutto quello elettronico, fino a 20 anni fa fiore all’occhiello dell’industria abruzzese e del Centro Italia finito nel grande buco nero della crisi economica. L’inverno scorso Baldarelli era finito nel registro degli indagati insieme ad altri componenti del Cda, fra cui lo stesso Shankar, con l’accusa di truffa e si era visto sequestrare, in seguito a una perquisizione, il materiale informatico: computer, chiavette usb, telefoni cellulari e tablet. Secondo gli inquirenti, Balderelli, in concorso con altri, avrebbe dipinto un quadro “fittizio” per far ottenere a Accord Phoenix, tramite Invitalia, il finanziamento pubblico di 10 milioni di euro – soldi provenienti dal plafond dei fondi per la ricostruzione destinato alle attività produttive – di cui è stata destinataria.

A luglio, Ravi Shankar, azionista di maggioranza della società, ha patteggiato tre mesi e mezzo di arresto nell’ambito del processo in cui era accusato – insieme allo stesso Baldarelli e al responsabile della linea produttiva – di reati ambientali. Una vicenda, legata a presunti illeciti nella gestione di rifiuti pericolosi e ad altre irregolarità riguardanti i locali dello stabilimento ex Italtel e Flextronics, per la quale, a dicembre 2016, la guardia di finanza aveva posto sotto sequestro l’impianto e i macchinari, misura poi revocata dalla procura. La posizione di Shankar, che nel frattempo si è dimesso, era stata stralciata in virtù della richiesta di patteggiamento. Baldarelli e Lundo rimangono imputati. Intanto però le attività preparatorie delle linee produttive procedono: è incominciato il training degli operai sulle linee di produzione tedesche ERP1 ed ERP2, mentre si stanno per concludere gli ultimi ritocchi sulla pavimentazione industriale. Delle due linee – che potrebbero così essere pronte a partire davvero tra pochissime settimane, anche se sulla data precisa c’è uno stretto riserbo per non generare aspettative e polemiche in caso di ulteriori incidenti di percorso – una andrà a trattare con un pretrattamento manuale i materiali di rifiuto elettronico, di cui viene fatta una preselezione prima di essere inseriti nei macchinari che con procedimenti meccanici molto sofisticati estrapolano i diversi materiali puri al 96%: plastica, alluminio, rame e ferro, che poi saranno immessi nel mercato per il loro riutilizzo. Sul fronte del personale, l’azienda sta rivalutando il calcolo delle risorse umane che verranno impiegate, per ora sono 21 i dipendenti al lavoro tra operai, amministrativi e dirigenti.

Venerdì scorso sono stati conclusi i colloqui per mettere a punto una lista di lavoratori (ma verrà fatto un recall). Intanto è partita l’autorizzazione anche per la linea cavi, quella che dividerà la plastica dal metallo dei cavi elettronici: tre dipendenti sono stati a Lione nei giorni scorsi per svolgere un apposito training.

IL SERVIZIO DEL TG8

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