A Pescara la storia del pastore poeta Francesco Giuliani

Dopo il debutto nella location più adeguata, Castel del Monte, arriva all’Aurum di Pescara l’opera teatrale-musicale La stanza del pastore, che mette al centro della scena la transumanza e la vita del pastore poeta Francesco Giuliani.

 

La stanza del pastore (Il transumante) nasce da un progetto di Angelo De Nicola, Alessandro Di Loreto e Pierluigi Ruggiero. Sul testo di Vincenzo Mambella, lo spettacolo diretto ed interpretato da Edoardo Oliva si avvale delle musiche originali di Giuliano Di Giuseppe.
L’opera teatrale-musicale è liberamente ispirata alla straordinaria vita di Francesco Giuliani, pastore, poeta e scrittore abruzzese che amava e citava Dante, Ariosto e Tasso e che ha scritto pagine toccanti pagine sulla sua esperienza di soldato nella Grande Guerra. Lo spettacolo viene  rappresentato sul territorio abruzzese, ma anche in Italia e nel mondo, soprattutto nei territori della lana, ove la pastorizia transumante ha avuto e ha ancora un ruolo economico e sociale rilevante.

La stanza del pastore, prodotto da Fondazione Aria in collaborazione con Teatro Immediato ed Espressione d’Arte, viene introdotto dal documentario La dolce vita, di Francesco Calandra, Maria Grazie Liguori e Valerio Spezzaferro. Il video racconta i principali aspetti storici, economici e culturali che hanno caratterizzato e accompagnato il rito della transumanza.

“Il progetto culturale – spiegano i promotori – vuole offrire uno spunto di riflessione su una grande economia del passato che non lascia scorie e rifiuti ma solo tracce di tratturi che andrebbero protetti come memoria del territorio; non l’antica transumanza ma certo l’uso dei grandi pascoli di montagna può essere riportata all’attenzione della presente economia del territorio. Solo in Italia resistono con fatica oltre 60 mila allevamenti spesso concentrati nelle aree più depresse del Paese, per un patrimonio di oltre 7 milioni di pecore. Non è un caso che nel 2018, Italia, Austria e Grecia abbiano chiesto all’Unesco il riconoscimento internazionale della transumanza come patrimonio culturale dell’umanità. Perché la transumanza è storia, tradizione, cultura, ambiente ed economia”.

Le prossime date per assistere allo spettacolo La stanza del pastore:

11 agosto ore 21 – Aurum Pescara
19 agosto ore 21 – Castello di Roccascalegna (CH)

La stanza del pastore (Il transumante) è diretto ed interpretato da Edoardo Oliva. In scena anche i musicisti Giuliano Di Giuseppe – tastiere; Luca Trabucchi – chitarra; Pierluigi Ruggiero – violoncello; Zoltan Banfalvi – violino; Davide Verga – oboe. Scenografia di Francesco Vitelli, musiche originali e arrangiamenti di Giuliano Di Giuseppe. Video a cura di Francesco Calandra e Maria Grazia Liguori.

 

Note sullo spettacolo:

 

“Un uomo rimasto solo entra in una stanza. L’uomo è stato un pastore che per gran parte della sua vita ha percorso da monte a valle e da valle a monte, dall’inizio di ogni autunno alla fine di ogni primavera, i sentieri della transumanza, i tratturi, seguendo e vigilando le sue greggi. L’uomo è stato anche un soldato che per quattro anni, sul fronte del Carso, ha attraversato, dalle retrovie alle trincee e dalle trincee alle retrovie, una guerra, seguendo e vigilando il suo lume della ragione. Ma quella stanza, la sua stanza, nulla contiene di quelle vite: né cimeli, né strumenti, né mappe, né attrezzi; solo parole, quelle dei poeti stampate sulle pagine, suoni melodiosi che lo accompagneranno nel corso degli anni. Parole leggere, da volare oltre gli orizzonti ma allo stesso tempo pesanti, da incidere la mente come quel legno che ama intagliare.
Sono lì dentro i quattrocento libri di Chicche ru cuaprare, il soprannome di Francesco Giuliani (Castel del Monte. AQ – 1890-1970), lo straordinario pastore-poeta e scrittore abruzzese che amava Dante, Ariosto e Tasso. Quei preziosi e inseparabili libri lo hanno accompagnato nelle sue numerose transumanze, lo hanno aiutato a superare i recinti dell’ignoranza e ad espandere i confini dello sguardo fin dentro se stesso e fin dentro l’umanità tutta, tanto da renderlo cantore delle sue esperienze, perché ‘L’uomo non deve essere come il cane che aizzato si avventa; dalla natura ha avuto il dono del cervello, deve cercare di capire tutto, pensare e riflettere’. Sfogliando i suoi amati autori classici nella sua stanza, prenderanno forma i suoi ricordi mentre la vita lentamente volterà le sue ultime pagine”.

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