Progetto Case, Sant’Antonio un “tugurio”

Piastrelle sconnesse, immondizia lasciata ovunque sui prati che circondano le varie palazzine, escrementi di cani e gatti e di piccioni che rendono l’ambiente malsano e dunque pericoloso per la salute.

Il quartiere del progetto Case di Sant’Antonio, una delle 19 new town post sisma, è un vero tugurio, conseguenza sicuramente di una scarsa manutenzione da parte dei soggetti preposti (il Comune e la ditta che ha ottenuto l’appalto per la gestione del progetto case) , ma anche, probabilmente, di uno scarso senso civico dei suoi abitanti. In un quartiere dove è altissima la percentuale di anziani e disabili, anche un semplice ascensore rotto può generare grandi disagi.

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E dove non è rotto, l’ascensore resta al buio. Un novantenne che non vuole farsi riprendere ci spiega che l’unico modo per muoversi senza farsi male è avare sempre con sé una piccola torcia.

Tensione alta fra gli anziani, che non ne possono più di vivere circondati da cani randagi e gatti.

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Intanto proprio questa mattina un tecnico della ditta Guerrato, che si occupa della manutenzione, è arrivato a riparare la centralina del metano, per tentare di risolvere – almeno fino al prossimo problema – la mancanza di acqua calda in alcuni appartamenti.

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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