Teramo, il M5S contro Te.Am e Comune

Sembra una vicenda paradossale, e invece è storia reale: la Teramo Ambiente, azienda partecipata del Comune, è pronta a fare causa… al Comune per ottenere dai cittadini un’ulteriore somma (paria a 1,3 milioni di euro) da spalmare nelle bollette del servizio raccolta differenziata. Oggi la denuncia del Movimento 5 Stelle teramano.

 

La Teramo Ambiente ha fatto ricorso al Tar per impugnare la deliberazione del Consiglio Comunale dell’aprile 2016 sul “Piano economico finanziario servizio di igiene ambientale 2016”. Il ricorso firmato dagli avvocati Piergiuseppe Venturella e Giorgio Smerilli si concentra sull’esclusione dal Piano il recupero di crediti inesigibili per Euro 1.334.197,91. Secondo il Movimento 5 Stelle alla base di questa scelta ci sarebbero precise motivazioni:

 

“Il Governo Renzi – dice Fabio Berardini del Movimento 5 Stelle Teramo – ha approvato una norma secondo la quale tutti quei crediti dichiarati inesigibili relativi alla tassa sui rifiuti (aziende fallite, famiglie che non possono pagare, ecc.) possono legittimamente essere ribaltati nel Piano economico dell’anno successivo, andando a creare un pericolosissimo effetto domino: i cittadini saranno sempre di meno a pagare e pagheranno sempre di più. Nel ricorso la Te.Am. afferma che il Comune di Teramo le avrebbe richiesto di fornire le attestazioni di inesigibilità dei predetti crediti (fornite dalla SOGET) nonché di effettuare la verifica sulla fondatezza di tali attestazioni, svolgendo verifiche a campione per appurare che il concessionario della riscossione (SOGET) avesse esperito correttamente e tempestivamente tutti gli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento. Tutte le informazioni richieste sarebbero state fornite al Comune con comunicazione in data 04.02.2016 ma il Comune avrebbe fatto finta di nulla, stralciando, senza motivazione, i crediti inesigibili dal piano economico. In conclusione viene richiesto al Tribunale amministrativo non solo di annullare la Deliberazione nella parte in cui ha disposto l’esclusione dei crediti inesigibile ma viene altresì richiesto di sospendere immediatamente, in via cautelare, l’efficacia del provvedimento”.

Secondo i pentastellati se il Tribunale accoglierà le censure mosse dalla Te.Am. si rischierebbe un’illegittimità della bollette emesse per il 2016, con conseguente ricalcolo.

“Tutto ciò – conclude il M5S testimonia il fatto che il Brucchi non ha più alcuna potere all’interno della Te.Am. né come sindaco né come socio di maggioranza. Lo ringraziamo per aver permesso alla Te.Am. di utilizzare i soldi nostri per farci causa”.

Il servizio del Tg8:

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