Gran Sasso, ferrate: entro l’anno l’affidamento del collaudo

Entro la fine dell’anno verranno appaltati i lavori per il collaudo, poi, finalmente, in estate, gli oltre mille chilometri tra sentieri di media e alta quota e ferrate del Gran Sasso e dei Monti della Laga saranno del tutto ripristinati e messi in sicurezza.

Un lavoro immane portato avanti a tempi di record e che mette finalmente il Gran Sasso alla pari con le cime dolomitiche. Un elenco che include anche la nuova via Normale e la storica via Ricci nella Vetta orientale del Corno Grande, la via Danesi del Corno Piccolo e il sentiero Ventricini verso nord. Ci vorrà forse ancora qualche settimana per il sentiero del Centenario.

Poi, negli prossimi anni, il recupero anche dei sentieri e dei rifugi di bassa quota. Un investimento significativo di oltre un milione e mezzo di euro, sostenuto dalla Regione Abruzzo con fondi Fas mai affrontato prima in Italia, e di cui il Parco nazionale del Gran Sasso ha fatto da soggetto attuatore oltre che beneficiario. Per vedere concludersi la prima parte del progetto mancano soltanto i lavori di recupero dei due principali rifugi di alta quota, il Duca degli Abruzzi e il Franchetti. Il punto della situazione con il direttore facente funzione del parco nazionale del Gran Sasso Alfonso Calzolaio.

Prima di questi lavori le ferrate del Gran Sasso non erano sicure. Solo per are un esempio: sul percorso che conduce al Bafile, a un certo punto le corde s’interrompevano lasciando esposti alcuni passaggi pericolosi e anche l’area di rampa che porta al bivacco. I lavori sulle ferrate permettono oggi al Corno Grande e al Corno Piccolo di reggere il confronto con le Alpi e già dall’estate scorsa la notizia dei lavori ha fatto notevolmente aumentare i frequentatori.

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