L’Aquila, call center Poste italiane: sciopero dei lavoratori di Olisistem

foto: Uilcom L'Aquila

Sciopero dei lavoratori che gestiscono la commessa di Poste italiane, oggi assunti da Olisistem, il cui appalto però scade il 29 febbraio e dovranno transitare in Distribuzione Italia. Senza stipendio da gennaio e rischio di non vedere rispettata la clausola sociale: sono 30 i lavoratori che rischiano il posto.

Sono tante le voci preoccupate dei lavoratori del call center che gestisce le chiamate dei clienti di Poste italiane, oggi Olisistem, azienda che, però entro fine febbraio dovrà lasciare il posto a Distribuzione Italia, vincitrice del nuovo appalto.

Nella selva confusa che è il mondo dei call center (comparto che nell’Aquilano dà lavoro a oltre duemila persone) si aprono nuovi squarci occupazionali. Sciopero oggi per l’intera giornata, e sit-in sfidando la pioggia e il vento delle prime ore del mattino all’Aquila (davanti alla sede centrale delle Poste) e a Roma, non soltanto per chiedere il pagamento degli stipendi (in ritardo di un mese) ma soprattutto per avere garanzie che verrà rispettata la clausola sociale. Garanzie che, a oggi, Olisistem non ha fornito. Ci sono due settimane di tempo per trovare un accordo con i sindacati, prima della scadenza dell’appalto il 29 febbraio. Dopodiché potrebbe essere troppo tardi e il rischio è, appunto, perdere 30 dipendenti.

E dato che piove sempre sul bagnato, un’altra notizia negativa è piombata questa mattina sui lavoratori in presidio: Olisistem non pagherà il Tfr delle 100 persone che il 2 dicembre sono transitate in clausola sociale da Olisistem a Tecnocall per gestire la commessa Acea.

“Siamo pronti a diffidare Olisistem a pagare il Tfr”,

tuona il segretario generale della Uilcom Uil dell’Aquila Piero Francazio, questa mattina al fianco dei lavoratori insieme alla segretaria provinciale della Slc Cgil Marilena Scimia.

Da Roma intanto, è arrivata come il raggio di sole che a metà mattinata ha asciutto le bandiere sindacali la notizia che “Poste italiane nella persona di Ettore Lapadula ha accolto una delegazione sindacale, esprimendo interesse a proseguire il servizio senza criticità della clausola sociale. L’incontro si è chiuso dunque con l’impegno del rappresentante di Poste di comunicare la situazione ai responsabili delle relazioni industriali di poste italiane”.

Ma non finisce qui e il cielo torna nuvoloso anche su un altro call center: ieri le Rsa di Comdata, il call center aquilano che gestisce le chiamate per Inps, hanno aperto lo stato di agitazione: c’è un preoccupante calo di chiamate che potrebbe portare problemi alla stabilità occupazionale, e c’è apprensione per il mancato rispetto di accordi e norme contrattuali da parte della società.

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