L’Aquila, sottoservizi: spunta un reticolo di condutture fatiscenti

Un reticolo di tubature vecchio e fatiscente, reso ancora più fragile dal terremoto che lo ha sollecitato e danneggiato in più punti. Così appare l’acquedotto sotterraneo del centro storico dell’Aquila.

Situazione che emerge a mano a mano che i lavori per la realizzazione dello Smart tunnel (l’opera da 80 milioni di euro) che serve a ottimizzare e migliorare la gestione dei sottoservizi della città, ossia luce, acqua e fibra ottica), vanno avanti. Lavori imponenti, mai realizzati prima in Italia e probabilmente nemmeno nel resto del mondo, tanto da essere motivo di studio anche da parte di enti stranieri (come quelli cubani e norvegesi), che si concluderanno con la realizzazione di un tunnel a grandezza d’uomo, ma che incontra criticità e problemi spesso legati al modo in cui nei decenni sono stati realizzati e posizionati tubature e allacci.

Negli ultimi giorni una rottura all’altezza dei Quattro Cantoni ha determinato una perdita d’acqua importante, ecco come vengono gestiti questi problemi dai tecnici e dagli operai della Gran Sasso Acqua, che è la stazione appaltante del progetto.

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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