Sepolta a Chieti la sorella “ribelle” di Padre Pio che allora diede “scandalo”

Pellegrina-tomba-padrepio

Padre Pio aveva una sorella minore, Pellegrina, la “ribelle” di famiglia che fu protagonista di uno “scandalo” per quei tempi e che è sepolta a Chieti.

La vicenda è tornata alla luce dopo il ritrovamento della tomba dimenticata, da parte del Fai, il Fondo per l’Ambiente, nel cimitero di Chieti. La notizia è stata ripresa e rilanciata dai media nazionali. Fu un vero e proprio dramma, per quei tempi, che si abbatté sulla famiglia Forgione, quando nel 1911, Pellegrina rimase incinta del fidanzato senza essere sposata. All’epoca, una cosa del genere rappresentava uno scandalo, soprattutto nel piccolo centro campano di Pietrelcina dei primi anni del ‘900, dove era nato anche il fratello, Padre Pio.

Nonostante Pellegrina Forgione avesse poi sposato il fidanzato che aveva riconosciuto il figlio, il “marchio” le rimase: dopo che il marito emigrò in America e dopo aver perduto tre figli, Pellegrina lasciò Pietrelcina e la provincia di Benevento. Da quel momento si persero le sue tracce.

(Sotto Pellegrina Forgione)

Si sa solamente che nel 1944 era ospite di un ospizio di Chieti. E si sa che morì il 18 febbraio di quell’anno, all’età di 52 anni e malata di tisi, nell’ospedale sanatoriale San Camillo De Lellis. Fu sepolta a Chieti in una tomba povera e anonima, dimenticata dalla famiglia. La sua vicenda è tornata alla luce in questi giorni dopo che una delegazione del Fai ha ritrovato la tomba nel cimitero di Chieti. Il capo delegazione del Fai di Chieti, Roberto Di Monte, è sorpreso da tanto clamore: “Il nostro compito è quello di tutelare il patrimonio del territorio, non ci interessa il gossip. Tuttavia ben venga che si parli del Cimitero monumentale di Chieti che custodisce opere d’arte di Barbella, D’Antino e altre curiosità e che presto avrà dalla Soprintendenza un vincolo paesaggistico.”

(Sotto San Pio celebra la Messa)

Padre Pio

 

LA BIOGRAFIA DI SAN PIO (Fonte: www.biografieonline.it)

San Pio da Pietrelcina, noto anche come Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nasce il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, piccolo comune campano vicino Benevento, da Grazio Forgione e Maria Giuseppa Di Nunzio, piccoli proprietari terrieri. La madre è una donna molto religiosa, alla quale Francesco rimarrà sempre molto legato. Viene battezzato nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, l’antica parrocchia del paese, posta nel Castello, nella parte alta di Pietrelcina.

La sua vocazione si manifesta sin dalla più tenera età: giovanissimo, a solo otto anni, rimane per ore davanti l’altare della chiesa di Sant’Anna a pregare. Iniziato il cammino religioso con i frati cappuccini, il papà decide di emigrare in America per affrontare le spese necessarie per farlo studiare.

Nel 1903, a quindici anni, arriva al convento di Morcone e il 22 gennaio dello stesso anno indossa il saio di cappuccino prendendo il nome di Fra’ Pio da Pietrelcina: viene destinato a Pianisi, dove rimane fino al 1905.Dopo sei anni di studi compiuti in vari conventi, tra continui ritorni al suo paese per motivi di salute, viene ordinato sacerdote nel duomo di Benevento il 10 agosto 1910.

Nel 1916 parte per Foggia, presso il convento di Sant’Anna, e il 4 settembre dello stesso anno viene mandato a San Giovanni Rotondo, dove vi resterà per il resto della vita.

Appena un mese dopo, nella campagna di Piana Romana, a Pietrelcina, riceve per la prima volta le stigmate, subito dopo scomparse, almeno visibilmente, per le sue preghiere. Questo avvenimento mistico porta un aumento del pellegrinaggio, sul Gargano, da ogni parte del mondo. In questo periodo inizia anche a soffrire di strane malattie di cui non si è mai avuta un’esatta diagnosi e che lo faranno soffrire per tutta l’esistenza.

Dal maggio del 1919 all’ottobre dello stesso anno riceve la visita di diversi medici per esaminare le stigmate. Il dottor Giorgio Festa ha modo di dire: “…le lesioni che Padre Pio presenta e l’emorragia che da queste si manifesta hanno un’origine che le nostre cognizioni sono ben lungi dallo spiegare. Ben più alta della scienza umana è la loro ragione di essere”.

A causa del gran polverone sollevato dal caso delle stigmate, nonché dell’inevitabile, enorme curiosità suscitata dal fatto a prima vista del tutto “miracoloso”, la Chiesa gli vieta, dal 1931 al 1933 di celebrare messe.

La Santa Sede lo sottopone inoltre a numerose inchieste per accertare l’autenticità del fenomeno e indagare sulla sua personalità. La salute non buona lo costringe ad alternare alla vita conventuale continue parentesi di convalescenza al suo paese. I superiori, d’altronde, preferiscono lasciarlo alla calma dei suoi luoghi natali, dove secondo la disponibilità delle proprie forze, aiuta il parroco.

Dalla sua guida spirituale nascono i Gruppi di Preghiera, che rapidamente si diffondono in tutta Italia e in vari paesi esteri. Nello stesso tempo attua il sollievo della sofferenza costruendo, con l’aiuto dei fedeli, un ospedale, al quale dà il nome di “Casa Sollievo della Sofferenza” (Guarda foto sotto), e che è diventato nel tempo un’autentica città ospedaliera, determinando anche un crescente sviluppo di tutta la zona, un tempo deserta.

Secondo varie testimonianze altri doni straordinari accompagnarono Padre Pio per tutta la vita, in particolare, l’introspezione delle anime (era capace di radiografare l’anima di una persona al solo sguardo), il profumo che faceva sentire a persone anche lontane, il beneficio della sua preghiera per i fedeli che ricorrevano a lui.

Il 22 settembre 1968, a ottantuno anni, Padre Pio celebra la sua ultima messa e nella notte del giorno 23 muore portando con se il mistero di cui tutta la sua vita è stata in fondo ammantata.

Il servizio del Tg8