L’Aquila, protesta dei vigili del fuoco: “Maltrattati e sottopagati”

Sottopagati e maltrattati, così si definiscono i vigili del fuoco che hanno avviato una mobilitazione capillare a livello nazionale per sottoporre al governo le condizioni spesso difficili e precarie in cui lavorano.

“Ci chiamano gli angeli del terremoto – dice il segretario provinciale del Conapo, Elio D’Annibale – ma non abbiamo ancora una sede”. Il riferimento è alla caserma dei vigili del fuoco che all’Aquila ancora non è stata ricostruita dopo sette anni dal terremoto.

Un paradosso per gli uomini che nel post-sisma hanno messo in pericolo anche le loro vite per salvare quelle dei terremotati seppelliti dalle macerie o per recuperare i loro beni in case a rischio crollo. Questo è soltanto uno degli aspetti evidenziati da D’Annibale, che è stato ricevuto in prefettura dove ha consegnato una lettera che dovrà essere ora portata all’attenzione del governo. Un’azione messa in campo in tutto il Paese: le prefetture d’Italia dunque si faranno portavoce verso il governo del malessere dei Vigili del Fuoco dovuto al “trattamento” – dicono – che ricevono dallo Stato. Uno dei problemi ormai annosi, come spiega D’Annibale, è la paga, di molto inferiore rispetto a quella delle altre forze dell’ordine.

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L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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