L’Aquila film festival: quei film lontani dai multisala

Un’esuberante giovane vedova, madre di un ragazzo, si vede costretta a prendere in custodia a tempo pieno suo figlio, un turbolento quindicenne affetto dalla sindrome da deficit di attenzione.

Mentre i due cercano di far quadrare i conti, scontrandosi e discutendo, Kyla, nuova ragazza del quartiere, offre loro il suo aiuto. Assieme, troveranno un nuovo equilibrio, e tornerà la speranza.

Questa è la trama complessa e delicata raccontata nel film “Mommy”, Premio – tra gli altri – della Giuria al Festival di Cannes 2014 e che sarà proiettato il 9 giugno all’auditorium del parco del castello nell’ambito del “L’Aquila film festival”, il festival cinematografico alternativo arrivato quest’anno alla decima edizione.

Una serie di film d’autore, opere prime, racconti e documentari che non hanno la fortuna di arrivare al cosiddetto grande cinema, o di passare nei multisala, con il rischio di restare perfetti sconosciuti al pubblico di città come L’Aquila dove film come “Mommy”, o come il documentario “Autoritratto siriano” sulla crisi in Siria, o “Banat – il viaggio”, storia d’amore e di sacrificio alla ricerca del lavoro in terra straniera, non sarebbero mai arrivati. Lo scopo del “L’Aquila film festival” è proprio questo: avvicinare il cinema d’autore – che all’Aquila prima del terremoto portavano avanti con un importante seguito il “Cinema Massimo” e il “Don Bosco” – ai cittadini.

Ancora quattro film, commedie che nulla hanno a che vedere con il cinema panettone, previsti in programma sino al 29 giugno.

Il Video:

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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