Terremoto, Pirozzi: “Dopo Errani, sindaci sub-commissari”

Un legame antico quello tra L’Aquila e Amatrice, rinsaldato nell’ultimo anno dal comune destino del terremoto, un destino al quale però ci si deve opporre, lavorando per il futuro, per le comunità e per la rinascita.

Una rinascita che esiste finché c’è l’uomo”, così il sindaco Sergio Pirozzi ha commentato questa mattina le ore successive all’anniversario del terremoto che ha quasi raso al suolo il centro storico di Amatrice.

E’ passato un anno e nonostante i problemi, le macerie ancora da spostare, le casette provvisorie consegnate in minima parte agli sfollati, le attività commerciali in affanno per la fine del turismo – principale fonte di guadagno per uno dei borghi più belli d’Italia – lo stato d’animo è quello della speranza. Una speranza che sta anche in un vicolo, “Vico Amatrice”, che l’associazione civica “Jemo ‘nnanzi” ha voluto dedicare alla città sorella Amatrice. Decisione accolta dalla passata amministrazione, oggi la scopertura della targa, nel giorno successivo alla fiaccolata della memoria.

Pirozzi è intervenuto anche sulla decisione del commissario straordinario Vasco Errani di non restare alla guida della struttura emergenziale: “No ai presidenti di Regione e più poteri ai sindaci, che devono essere sub-commissari” – ha ribadito Pirozzi.

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

Sii il primo a commentare su "Terremoto, Pirozzi: “Dopo Errani, sindaci sub-commissari”"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato


*