Housing Care, a Teramo il progetto pilota

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Si è costituita a Milano l’ associazione nazionale Housing Care, nata per promuovere un nuovo concetto del costruire e dell’abitare. Progetto pilota a Teramo, scelta come prima città in Italia.

L’housing care è una modalità di edificazione che integra i servizi residenziali con quelli per la salute, l’assistenza e la socialità. La neonata associazione punta alla diffusione di questo nuovo modo di costruire, che soddisfa il bisogno abitativo con canoni accessibili e, allo stesso tempo, introduce servizi sanitari pensati anche per le persone anziane e con disabilità. Il progetto pilota dell’associazione vede protagonista la città di Teramo, dove è già in costruzione La Fabbrica del Benessere, prima esperienza di housing care in Italia. I lavori, valore complessivo 15,7 milioni di euro, saranno completati nel 2019.

L’idea di housing care si traduce in progetti residenziali accessibili e attrezzati con servizi sanitari aperti a tutti, particolarmente importanti per famiglie con anziani e disabili, ma anche per famiglie monogenitoriali, come donne o uomini separati.

L’associazione ha nominato presidente Giampiero Ledda e vice presidente Marco Maiello, personalità con lunga esperienza nazionale nel terzo settore, dalla cooperazione all’housing sociale. L’associazione nazionale Housing Care si è dotata anche di un comitato scientifico, presieduto da Felice Scalvini, promotore della cooperazione sociale italiana e del Forum del Terzo Settore e ispiratore di varie normative innovative.

“L’obiettivo della nostra associazione – sottolinea Giampiero Ledda – è offrire una differente chiave di lettura dell’abitare, producendo benessere per le fragilità emergenti legate alle famiglie in generale, agli anziani e alle persone con disabilità. Ciò che conta davvero, soprattutto se si è fragili, è la qualità della vita: il luogo in cui si abita può incidere molto su questo aspetto, per questo l’housing care vuole essere un’alchimia di servizi di assistenza, animazione, cura, accompagnamento, residenzialità, sicurezza sociale e personale. Le fragilità vengono affrontate a domicilio, con benefici per le persone e riduzione della spesa sociale che sarebbe necessaria per seguirle all’interno della rete sanitaria”.

 

La Fabbrica del Benessere in corso di realizzazione a Teramo occupa il sito pilota scelto dall’associazione nazionale Housing Care per realizzare un progetto sperimentale innovativo. E’ stata anche avviata una convenzione con l’Università di Teramo, facoltà di Bioscienze e tecnologie agroalimentari e ambientali, sui temi della sana alimentazione.

Un apposito comitato tecnico si occupa invece del tema della relazione tra la luce e il benessere negli spazi. La Fabbrica del Benessere teramana ospiterà circa 400 persone, tra anziani fragili (soli o in famiglia), disabili autonomi o in famiglia, studenti universitari, giovani coppie, donne o uomini separati, famiglie che hanno la casa inagibile a causa del terremoto. Il progetto prevede 100 appartamenti con affitto calmierato, ambulatori medici, farmacia, SPA condominiale, luoghi di svago e ristorazione, verde attrezzato e orti urbani. Gli appartamenti sono stati progettati secondo criteri di ecosostenibilità e attenzione ai consumi, con una domotica avanzata adatta a chi ha bisogno di assistenza. Sono anche dotati di isolatori sismici di ultima generazione e dei requisiti richiesti per garantire sicurezza abitativa. Gli appartamenti destinati agli sfollati saranno assegnati attraverso un’apposita procedura con la Protezione Civile. Gli altri appartamenti saranno assegnati attraverso un bando comunale che terrà conto delle necessità e delle fragilità delle famiglie del territorio. Per questo è già stato avviato un dialogo con le associazioni attive in città e provincia, a partire dal Centro Servizi per il Volontariato che raggruppa circa 400 associazioni.

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