Mostra dannunziana Pescara: “Spesi 115.000 euro, incassati 300”

Fa i conti in tasca all’amministrazione comunale di Pescara il consigliere regionale Antonio Blasioli. Nel mirino c’è la mostra dannunziana “Disobbedisco”: costata oltre 115.000 euro, fin qui ne ha incassati solo 300.

Il testo della nota firmata dal consigliere regionale PD Antonio Blasioli:

“Considerato il fallimento del mese di esordio della mostra “Disobbedisco”, inaugurata lo scorso 1° dicembre 2019 in pompa magna all’Aurum e che al 31/12 registrava solo 112 spettatori paganti, il Comune trovi il modo di rendere proficuo l’oneroso investimento fatto, oppure renda la mostra gratuita per la città aprendola al pubblico. Un mese e 112 paganti, totalizzano in tutto 336 euro per il Comune, promotore della mostra a cura di Giordano Bruno Guerri, con Giunta e Consiglio Regionale, che prevede un biglietto d’ingresso di 3 euro. È un incasso davvero imbarazzante, sia per il periodo di punta in cui si è deciso di inaugurarla, malgrado fosse sulla scia delle altre manifestazioni dannunziane pensate dalla maggioranza di centrodestra regionale e comunale per l’autunno scorso e costate alla comunità abruzzese e pescarese quasi 400.000 euro, di cui 115.000 euro solo per la mostra, come da delibera di giunta comunale n. 747 dell’8 novembre scorso. A queste cifre si aggiungono le sponsorizzazioni private che, ad esempio, avrebbero reso possibile l’esiguo costo del biglietto, stando a quanto dichiarato dal presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri alla presentazione della kermesse. Ora, a meno che non si faccia una campagna a tappeto per portare tutti i sostenitori del centrodestra e le loro famiglie all’Aurum da qui al 27 settembre, data di chiusura dell’evento, viste le premesse la mostra potrebbe non essere destinata ad avere incassi migliori nei prossimi 9 mesi. Confermando il trend attuale infatti arriviamo a un incasso a fine mostra che ammonta a poco più di 3.000 euro, un’inezia rispetto ai suoi elevatissimi costi e la costante dell’autore, che dopo una presenza imponente fra gli appuntamenti de “La Festa della Rivoluzione”, dopo cinque anni ricompare sulla scena culturale pescarese, senza portare un impatto positivo per la città, se non dal punto di vista dell’offerta.

Eppure non si può dire che Pescara non regali altri numeri per iniziative culturali di massa e veramente di qualità: basti pensare ai Premi Flaiano, giunti ormai alla 50esima edizione, che ogni anno portano in città le stelle del teatro, del cinema, della televisione e della letteratura italiana e non solo, oppure al Fla, con le oltre 30.000 presenze registrate nell’ultima edizione, che ha visto ben 170 incontri in cartellone suddivisi fra Casa D’Annunzio, Museo delle Genti d’Abruzzo, Bagno Borbonico, Auditorium Petruzzi, Museo del Gusto, Circolo Aternino, Teatro Massimo, lo Spazio Matta, il Museo Cascella, nonché in centro e che ha registrato il sold out a ogni evento e persino la vendita di circa 1.400 libri durante i soli 4 giorni di programmazione. Parliamo qui di due appuntamenti culturali fra i più seguiti in Abruzzo e con una eco ormai di livello nazionale, ma che ciononostante, hanno avuto o per ora nulla (come succede al Flaiano per cui la maggioranza si è impegnata, con tanto di scuse, a dare risorse successive), o meno di un terzo dei finanziamenti dannunziani, anzi, in fase di approvazione del bilancio regionale, il centrodestra ha persino bocciato due emendamenti del centrosinistra per potenziare le somme destinate dalla Regione che, evidentemente, solo in teoria è aperta alla cultura di qualità, ma in pratica è capace di proporre solo quella che propinano amici e alleati”.

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