Signora e signora: prima unione civile in Abruzzo

La sensazione è potente e dà a tutti i presenti la consapevolezza – e l’emozione – di respirare nella Storia: dopo l’approvazione della legge Cirinnà, prima unione civile d’Abruzzo celebrata oggi a Spoltore.

Dietro pero’ c’è anche la storia con la s minuscola, ossia quella privata di due persone che si incontrano, si ascoltano, si piacciono, e finalmente si sposano. tutto nella norma, se non fosse che il loro matrimonio si chiama unione civile e che che le due persone siano dello stesso sesso, donne, nella fattispecie. Il momento storico si è consumato oggi a Spoltore, dove l’ex deputato di Rifondazione Maurizio Acerbo, visibilmente emozionato, ha unito civilmente Margherita Montefalcone e Elena Cornacchia, una di origine milanese e l’altra del pescarese, dipendente pubblica l’una e titolare di una pizzeria l’altra. Ad attenderle nella sala consiliare, oltre al sindaco di Spoltore Luciano Di Lorito e al presidente del consiglio Lucio Matricciani,  c’erano più fotografi che invitati, un risvolto mediatico che le due spose non hanno subìto, ma scelto consapevolmente proprio per lanciare un messaggio chiaro e inequivocabile: “Si può fare”. Anche in Italia. Che si possa fare lo ha stabilito la legge Cirinnà, sulla base della quale si è dato corso a questa prima unione civile in terra d’Abruzzo e che da oggi, si spera, vedrà Elena e Margherita sposate come due persone e basta, due donne normali alle quali il cuore non ha posto limiti.

 

 

nozze gay

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