Avezzano, ai domiciliari nel rimorchio

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Avezzano, ai domiciliari nel rimorchio: la strana storia di un marocchino senza fissa dimora arrestato per rapina impropria e calunnia.

Meglio il cielo a scacchi o il soffitto di un rimorchio? Si potrebbe pensare che, almeno, il rimorchio abbia il pregio di offrire libertà, ma in questo caso ci si sbaglierebbe. Ne sa qualcosa Rachid Bakhouch, il migrante marocchino senza fissa dimora che sta scontanto gli arresti domiciliari in un rimorchio abbandonato nel territorio di Avezzano. L’uomo era stato arrestato per aver rubato e consumato sul posto uno o due pacchetti di wurstel in un supermercato, dove aveva anche manomesso delle confezioni di profumi e inveito contro i presenti. All’arrivo degli agenti chiamati dal personale del negozio, Rachid Bakhouch aveva dato in escandescenze sbattendo la testa contro la porta di ferro. L’uomo era stato soccorso e condotto in carcere. Poi sono arrivati gli arresti domiciliari e visto che un domicilio il marocchino non ce l’ha, li sta scontando nel rimorchio, dove i poliziotti si recano per il controllo quotidiano disposto dalla procura.

L'autore

Marina Moretti
Nata a Pescara, dopo la maturità classica ha svolto diversi lavori in ambito culturale, artistico e teatrale per poi dedicarsi completamente al giornalismo, sia giornali che radio e tv. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.

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