La Regione Abruzzo denuncia l’acqua Santa Croce

Avrebbe continuato a captare acqua nonostante il divieto intimato dall’ente regionale: per questo motivo la Regione Abruzzo ha presentato denuncia contro la Santa Croce Spa di Canistro.

La società titolare del marchio di rilevanza nazionale avrebbe dunque violato i sigilli apposti a suo tempo in seguito alla revoca della concessione. La Sorgente Santa Croce, acquisita alcuni anni fa dall’imprenditore molisano Camillo Colella, annuncia battaglia e comunica l’intenzione di presentare ricorso alla magistratura. Alla luce di un precedente bando, i sigilli erano stati posti dopo la revoca della concessione, affidata dalla Regione in via provvisoria, a causa di documentazione ritenuta non regolare, in particolare negli aspetti legati alla regolarità contributiva (Durc). A confermare la violazione è la dirigente regionale del servizio attività estrattive e risorse territoriali, Iris Flacco, che afferma:

“C’è stato un considerevole utilizzo di acqua nonostante la decadenza della concessione per il Durc non regolare. L’utilizzo dell’acqua si evince dalla lettura dei contatori che abbiamo fatto nel corso dei sopralluoghi, ultimo dei quali venerdì scorso, quando abbiamo chiamato i carabinieri perché l’azienda si è rifiutata di consegnare i registri di imbottigliamento dovuti per legge”.

Pronta la replica di Colella, che dice:

“Questa azione della Regione ci sembra un modo per interferire sui giudizi amministrativi pendenti riguardo l’assegnazione della concessione a Sorgente Santa Croce Spa. Quella di coinvolgere la magistratura penale è un’iniziativa che anticipa solo di qualche giorno un’analoga azione che la Sorgente Santa Croce Spa stava valutando di intraprendere per fare chiarezza sulla vicenda”.

Quello di oggi è solo l’ultimo episodio che porta tensione alla santa Croce: nei mesi scorsi c’erano state polemiche tra azienda e sindacati per l’allarme sul rischio licenziamenti. Né sono di aiuto le disavventure giudiziarie di Colella, finito agli arresti domiciliari e poi rimesso in libertà  in seguito all’accusa di reati fiscali. L’inchiesta della Guardia di finanza stava facendo luce su presunti mancati versamenti erariali, anche se Colella si è sempre difeso sostenendo di avere rateizzato gli importi. Alla Santa Croce lavorano 76 dipendenti. Molti di questi hanno un contratto di solidarietà scaduto nell’aprile scorso.

L'autore

Marina Moretti
Nata a Pescara, dopo la maturità classica ha svolto diversi lavori in ambito culturale, artistico e teatrale per poi dedicarsi completamente al giornalismo, sia giornali che radio e tv. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.

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