Fucino, obbligo di dimora sotto al ponte

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Una vicenda insolita vede protagonisti uno spacciatore, la Procura che dispone l’obbligo di dimora e i Carabinieri impossibilitati a verificarlo: nel Fucino un uomo con obbligo di dimora sotto al ponte ha fatto perdere le proprie tracce.

Di solito si usa in senso figurato: “vado a vivere sotto i ponti!”; ma sotto il ponte c’era qualcuno che non solo ci viveva sul serio, ma che aveva pure l’obbligo di restarci. E’ accaduto a Trasacco, dove la persona in questione, Mohammed Thaiti, viveva nell’area della Strada 37 , un canale nei pressi del Fucino. L’uomo, marocchino, è in Italia senza permesso di soggiorno ed è accusato di spaccio dopo essere stato fermato ad Avezzano e scoperto in possesso di droga. All’uomo erano stati concessi gli arresti domiciliari ma la proprietaria dell’abitazione lo ha cacciato di casa e quindi il giudice gli ha concesso l’obbligo di dimora…sotto al ponte. A garantire il rispetto della misura c’è, o dovrebbe esserci, la verifica quotidiana eseguita dai Carabinieri, perplessi di fronte ad un controllo quotidiano particolarmente difficoltoso per la natura stessa del luogo, impervio e nascosto. Nel frattempo Mohammed Thaiti ne ha approfittato per squagliarsela.

 

L'autore

Marina Moretti
Nata a Pescara, dopo la maturità classica ha svolto diversi lavori in ambito culturale, artistico e teatrale per poi dedicarsi completamente al giornalismo, sia giornali che radio e tv. Giornalista pubblicista dal 1996, è professionista dal 2010. Come redattore di Rete8, dal 2001, si occupa di diversi settori, con particolare interesse per quello culturale. Ha da poco aperto un blog di fotografie skybycarphotos.

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