L’Aquila, Infn: imprese e ricercatori a confronto

Ricercatori e imprese escono dalle loro stanze, dai laboratori, dalle aziende e si incontrano, si confrontano, stabiliscono relazioni.

Un’intera giornata dedicata all’Open day della ricerca ai Laboratori nazionali di fisica del Gran Sasso dove, per la prima volta in Italia, oggi imprese e ricercatori accorciano le distanze per fare un passo di approfondimento e di conoscenza reciproca, per cogliere i nessi tra tutte le attività fatte fino a oggi e poter sviluppare conoscenze e ricadute industriali nei vari settori, un’idea sorprendente ma anche semplice, perché nasce da un incontro, per spiegare alle imprese cosa la ricerca scientifica offre, e anche per scoprire di cosa il mondo imprenditoriale ha bisogno dalla scienza e dalla tecnologia.

Un confronto intenso e approfondito nella concreta prospettiva che possano scaturire informazioni utili capaci di legare l’utilizzo delle risorse per la ricerca – strettamente connesse ai fondi regionali come i Fers e allo sviluppo industriale abruzzese – che è l’ultimo anello del percorso avviato dalla Regione per mettere a punto la cosiddetta “Carta di Pescara”. A spiegarlo è Giuseppe Ranalli, presidente del Polo dell’automotive, colui che ha avuto l’idea di un Open day della ricerca insieme al direttore dell’Infn, Stefano Ragazzi.

L’iniziativa è stata promossa dalla Regione Abruzzo e dall’Istituto nazionale di Fisica nucleare, che hanno colto al volo un’esigenza arrivata dal basso, e coinvolge le più grandi imprese abruzzesi di vari settori che hanno interesse a sviluppare attività innovative e a investire nella ricerca: dalle imprese di biotecnologie e fertilizzanti, a quelle che producono microprocessori, fino all’aeronautica e l’aerospaziale. Ma che cosa si aspettano gli imprenditoi dai ricercatori abruzzesi? Prova a spiegarlo è Fabrizio Famà, il responsabile delle Risorse umane della multinazionale L-Foundry che impiega 1.500 persone nello stabilimento di Avezzano

Un’esperienza che nasce nell’ambito delle iniziative sul tema dell’industria sostenibile, progetto avviato dalla Regione sotto la guida e l’iniziativa del vicepresidente Giovanni Lolli, in attesa della stesura definitiva della Carta di Pescara quale obiettivo conclusivo di questa esperienza, è nata dunque la necessità di far meglio conoscere quali siano le attività che l’Infn promuove nell’ambito della propria missione e quali esigenze delle aziende possano trovare riscontro nella avanzatissima sperimentazione che i laboratori svolgono.

In un contesto economico che vive un primo trimestre di ripresa, seppure a macchia di leopardo, con la crescita anche dell’occupazione, la ricerca scientifica diventa un elemento fondamentale per aiutare le imprese abruzzesi a essere più competitive, pronte a innovare, quindi a crescere creando posti di lavoro. Ecco perché l’incontro tra imprenditori e ricercatori nel cuore dell’Istituto nazionale di fisica del Gran Sasso, è l’inizio di un metodo per passare dalle vertenze, dalle crisi che attanagliano l’Abruzzo ancora oggi, allo sviluppo industriale, passare dalla difesa dei posti di lavoro, a mettere a sistema nuove strategie per creare lavoro. Ma ci sono ancora molte ombre su cui si deve intervenire, dalle criticità del jobs act all’uso anomalo dei voucher, come spiegano i sindacati.

L'autore

Marianna Gianforte
Giornalista professionista dal 2009, iscritta all'Albo dell'Ordine dei Giornalisti d'Abruzzo. Dopo la laurea in Culture per la Comunicazione all’Università dell’Aquila, frequenta un master in Giornalismo all'Università di Teramo. Collabora con il quotidiano regionale "Il Centro Spa" e Radio Delta. La scrittura e il giornalismo fanno parte della sua vita, come anche lo sport. Ama la corsa, la bicicletta e la montagna.

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