Scuola Abruzzo, insegnanti: “Noi deportati al nord”

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Più che buona scuola, quella di Renzi è avvelenata per 400 insegnanti abruzzesi che si sono visti trasferire nei luoghi più disparati d’Italia, soprattutto nel nord.

“Deportati”, secondo i Cobas che hanno appoggiato la protesta degli insegnanti sotto alla sede dell’Ufficio scolastico regionale, a Pescara. I docenti chiedono un incontro ai dirigenti e rivendicano trasparenza di assegnazione dei posti, oltre alla messa a disposizione di tutti i posti disponibili nelle singole realtà scolastiche. I sindacati di categoria della scuola, di Cgil, Cisl, Uil e non solo, sostengono gli insegnanti e per bocca di Elisabetta Merico, la Cisl suola spiega qual è la situazione attuale per tanti docenti abruzzesi costretti a lasciare la regione, nonostante figli e famiglie a carico e con uno stipendio non certo d’oro. I docenti meridionali, napoletani e palermitani in particolare hanno manifestato il loro dissenso per i trasferimenti soprattutto in destinazioni del nord  Italia ed ora la mobilitazione sta toccando anche altri docenti di altre regioni, come quelli abruzzesi.

 

L'autore

Antonella Micolitti
E' nata e vive a Pescara. Si è laureata con lode in Lettere, all'Università d'Annunzio di Chieti. Giornalista professionista dal 2007, si occupa principalmente di politica, sociale, attualità, costume. E' appassionata di storia e storia dell'arte bizantina e astronomia, strimpella il pianoforte e le piace il mare d'inverno. Ama Luigi Tenco e le sue canzoni ma le piace ascoltare anche Jovanotti, quello meno conosciuto con i suoi brani più belli. Adora la Grecia e la Russia e le rispettive lingue. Il suo obiettivo è raccontare il volto più curioso e nascosto dell'Abruzzo. Suggeritele le vostre storie. Scrivete alla mail "[email protected]" o "[email protected]". Sarà lieta, per quanto possibile, di darvi voce e spazio, perché la televisione la fate voi con noi.

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