Pescara: “Retake Rancitelli”, riappropriarsi del quartiere

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Nasce il progetto “Retake Rancitelli” che vuole coinvolgere i cittadini dei quartieri Rancitelli-San Donato e Villa del Fuoco nella rigenerazione dell’ambiente urbano.

Il gruppo di ricerca OCA Pescara, si è formato all’interno del Dipartimento di Architettura di Pescara, ed è formato formato dal professor Piero Rovigatti, dall’architetto Daniela Bisceglia, dalla dottoressa Elisa Maia e dallo studente Giuseppe Beatrice. Il gruppo di ricerca ha avviato da tempo un progetto volto a studiare e a realizzare azioni che incentivino la partecipazione dei cittadini in merito alla tutela, salvaguardia, e progettazione degli spazi del quartiere Ranciteli-Villa del Fuoco di Pescara. Il progetto è strutturato a vari livelli, da una matrice globale formata dal sito OCA Pescara, alla sua interfaccia sul quartiere con il sito web Retake Rancitelli.

Oltre ciò, è attiva una Pagina Facebook Retake Rancitelli che raccoglie le attività del gruppo, nonché notizie di quartiere e vari tipi di schede, dalle fotografie storiche alle “cartoline”, foto fatte dal gruppo OCA o dai cittadini, che mostrano spazi e viste sconosciute e di gran valore del quartiere.

“Il progetto Retake Rancitelli, come il nome indica, – spiegano i promotori – cerca quindi di riappropriarsi del quartiere, attraverso la sua bellezza, i suoi usi e costumi, attraverso l’educazione e la valorizzazione del territorio. Prima iniziativa sul campo è appunto cittadini in erba, ciclo di cinque appuntamenti lungo i martedì del mese di luglio 2016, in cui all’interno dei parchi del quartiere, incontrare i cittadini e procedere in un percorso di conoscenza del territorio, attraverso giochi ed attività ludiche, dedicate ai ragazzi e ragazze e agli adulti. Oggi, martedì 12 luglio ci sarà il secondo appuntamento: segue un primo incontro che ha ben figurato all’interno del quartiere, vedendo una buona presenza di ragazzi e genitori. L’obiettivo principale è infatti – concludono gli ideatori del progetto – quello di portare l’attenzione sulle tante positività del quartiere, dai suoi beni comuni al suo paesaggio rurale.”

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