Pescara: centrodestra su Bilancio e Triennale

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Forza Italia, Pescara in Testa e Pescara Futura intervengono in merito all’esito del Consiglio comunale su Bilancio e Triennale.

“Se la giunta Alessandrini avesse voluto veramente approvare il bilancio e il Triennale prima del 31 gennaio non avrebbe dovuto ridursi in zona Cesarini, ossia alle ultime due ore utili dopo aver perso due giorni interi a correggere atti sbagliati, come la Tari e il Piano delle Alienazioni, e a trovare accordi con una frangia della sua stessa maggioranza, la lista Teodoro, che gli ha presentato 1.700 emendamenti ostruzionistici contro. E soprattutto non avrebbe alzato un muro contro la nostra proposta di rivedere l’Agenda del programma di governo alla luce delle emergenze che hanno investito il nostro territorio, scegliendo di affrontare, con le poche risorse a disposizione, le vere priorità, ovvero la sicurezza in città e nelle scuole, la revisione del Masterplan e il ‘caso’ della Filanda, dinanzi alle quali la vicenda del mercatino è un feticcio di cui si serve strumentalmente il centro-sinistra per coprire le proprie incapacità amministrative”. Lo hanno detto i consiglieri comunali di Forza Italia, Marcello Antonelli e Luigi Albore Mascia, Pescara in Testa, con Guerino Testa e Alfredo Cremonese, e Pescara Futura con Carlo Masci, nel corso della conferenza stampa odierna convocata per fare il punto sull’esito del Consiglio comunale che ieri ha visto naufragare l’ipotesi di approvazione del bilancio di previsione entro la mezzanotte del 31 gennaio.

“Innanzitutto chiariamo un dettaglio che è dirimente – ha precisato il Capogruppo FI Antonelli -: è falso dire che, approvando il bilancio entro la mezzanotte, il Comune riceveva 5 milioni di euro dallo Stato da spendere come voleva, e mente chi lo dice. Molto più semplicemente lo Stato aveva dato ai Comuni virtuosi, che avrebbero approvato il bilancio di previsione entro la mezzanotte del 31 gennaio, la possibilità di sforare il Patto di stabilità per circa 4,5 o 5 milioni di euro a Pescara, presupponendo però che il Comune avesse quei soldi in cassa da spendere, soldi invece che il Comune di Pescara non ha, o la giunta Alessandrini non avrebbe dichiarato il predissesto, non avrebbe riaumentato la Tassa sui rifiuti, e non avrebbe fatto il Bilancio di previsione azzerando il capitolo del sociale e riversando tutta la Bucalossi sulla voce degli investimenti. Il centro-destra aveva invece detto al sindaco Alessandrini di metterci al tavolo per rimodulare le poche risorse a disposizione utilizzando lo strumento del buon senso, e la quota vera del discorso riguardava la revisione del Masterplan, il recupero delle somme nei confronti dei due Ministeri, il Ministero per l’Economia e le Finanze e il Ministero di Grazia e Giustizia, e il sindaco Alessandrini non ha mai detto di voler intentare un’azione giudiziaria nei loro confronti, e poi restituire investimenti alle manutenzioni. La storia del mercatino etnico è, in questa fase, un feticcio, un pretesto usato dalla maggioranza per tentare di coprire le proprie inefficienze, perché la verità è che non si viene in aula in quelle condizioni: noi abbiamo perso due giornate, il venerdì 27 e il lunedì 30 gennaio a sistemare una tabella Tari che era sbagliata e avevamo avvisato tutti dieci giorni prima, due giorni buttati. La delibera del Piano delle alienazioni era sbagliata, l’abbiamo dovuta modificare e se non era per il nostro senso di responsabilità neanche quelle delibere sarebbero state approvate. Dunque – ha proseguito il Capogruppo Antonelli – il sindaco non ci provasse nemmeno a scaricare sul centro-destra la responsabilità della mancata approvazione della delibera: è la maggioranza a dover approvare gli atti e la responsabilità dello scivolone di ieri è in capo alla maggioranza che è palesemente inadeguata. E non è finita perchè venerdì prossimo il Consiglio comunale si bloccherà nuovamente perché anche gli atti di bilancio sono sbagliati e ieri sera lo strumento di previsione non si sarebbe mai potuto approvare: infatti nel documento il parere del Collegio dei Revisori dei Conti porta la data del 5 gennaio 2017, peccato che buona parte degli atti deliberativi di giunta propedeutici al bilancio, come il fabbisogno del personale o la ripartizione delle somme derivanti dalle infrazioni stradali, portino la data del 12 gennaio, dunque è chiaro che i Revisori hanno dato un parere su un atto palesemente incompleto e quel parere va rifatto da zero. Noi stiamo combattendo contro una giunta incapace di produrre atti corretti”.

 

“Quegli atti sono lo specchio della negligenza e del pressapochismo della giunta – ha aggiunto Testa -, rappresentati da un sindaco che ieri è rimasto in aula quasi mummificato, incapace di dire una sola parola su un atto tanto importante. Nei giorni scorsi avevamo presentato una proposta di revisione del programma di Governo di 12 punti, in cui non abbiamo chiesto di rifare strade e marciapiedi ai nostri amici, ma piuttosto di dirottare i fondi sulle emergenze della città, che sono la sicurezza, le telecamere, il Decreto Sviluppo da portare subito in aula, il ripristino del turno notturno della Polizia municipale, il blocco della vicenda della Filanda Giammaria, il congelamento della spesa di 250mila euro per un mercatino etnico che oggi non è una priorità, a fronte di una città che è una groviera. La verità è che oggi il centrosinistra è ostaggio di due forze politiche: da un lato la lista Teodoro che infatti si è presentata in aula con 1.700 emendamenti, sui quali abbiamo perso due giorni, salvo poi ritirarli ieri alle 18 dopo i soliti accordi stretti in altre stanze con la classica pacca sulla spalla; dall’altro lato la sinistra è ostaggio di Sel, oggi SI”.

 

“In aula non abbiamo fatto un minuto di ostruzionismo – ha precisato Carlo Masci -, al massimo abbiamo discusso 5 emendamenti nostri alla Tari, 7 emendamenti al Piano delle alienazioni, e solo 32 emendamenti al Triennale, discussi ieri sera in appena due ore. Se sono arrivati all’ultimo minuto è perché abbiamo dovuto correggere gli errori di una maggioranza incapace”.

 

“Infine chiariamo anche la vicenda del mercatino – hanno detto i consiglieri Rapposelli e Cremonese -: quando alle 23.43 di ieri notte la sinistra ci ha proposto l’accordo era solo sulla modifica del nome della futura struttura, ossia non più mercatino ‘etnico’, ma ‘multietnico’, chiaramente una presa in giro. Noi diciamo che quell’opera oggi, quella spesa di 250mila euro, non è prioritaria, ma anche perché secondo noi gli ambulanti stranieri non vanno ghettizzati nel rilevato ferroviario, ma vanno inseriti nei nostri mercati rionali, in via Pepe, strada parco, ai Colli, quella è una vera integrazione. Per noi oggi la vera emergenza sono le strade devastate dall’ultima ondata di maltempo e gli accertamenti antisismici sulle scuole”.