Lanciano: a giudizio per petardo che ferì bimbo

tribunale lanciano

A giudizio per il petardo che nel luglio del 2013 ferì un bimbo di 10 anni: il piccolo raccolse all’ippodromo un residuo dei fuochi pirotecnici rimasto inesploso.

Si è aperto ieri il processo a carico di Carmine Costanzo, 59 anni di Ortona, legale rappresentante della ditta di fuochi, ritenuto responsabile della mancata pulizia dell’area dopo i fuochi pirotecnici del 21 luglio del 2013. L’uomo è accusato di lesioni personali colpose aggravate. Il bimbo albanese, di 10 anni, raccolse il petardo inesploso, lo accese e perse la terza falange di quattro dita della mano destra, riportando ferite da scoppio sul palmo della mano e sul cuoio capelluto. Ieri, di fronte al giudice, sono sfilati i testi del pubblico ministero, tra i quali i genitori del bambino oggi 12 enne. Per la Procura, che aprì un’inchiesta, Costanzo avrebbe omesso di eseguire scrupolosamente il rastrellamento del terreno per il recupero dei fuochi inesplosi, obbligatorio dopo l’evento. Comunicò al commissariato di aver pulito l’area limitandosi, sempre secondo l’accusa, la mattina successiva, a superficiali operazioni di recupero. Nel corso del processo, dunque, si cercherà di far chiarezza sull’incidente, se anche il bambino qualche “responsabilità” e sulla pulizia dell’area.

L'autore

Antonella Micolitti
E' nata e vive a Pescara. Si è laureata con lode in Lettere, all'Università d'Annunzio di Chieti. Giornalista professionista dal 2007, si occupa principalmente di politica, sociale, attualità, costume. E' appassionata di storia e storia dell'arte bizantina e astronomia, strimpella il pianoforte e le piace il mare d'inverno. Ama Luigi Tenco e le sue canzoni ma le piace ascoltare anche Jovanotti, quello meno conosciuto con i suoi brani più belli. Adora la Grecia e la Russia e le rispettive lingue. Il suo obiettivo è raccontare il volto più curioso e nascosto dell'Abruzzo. Suggeritele le vostre storie. Scrivete alla mail "[email protected]" o "[email protected]". Sarà lieta, per quanto possibile, di darvi voce e spazio, perché la televisione la fate voi con noi.

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